Passavanti in trionfo: Terni “promossa” provincia

7 dicembre 1926

La stazione di Terni quel giorno era piena di gente che aspettava il treno da Roma. Perché su quel treno c’era Elia Rossi Passavanti. La sera prima Benito Mussolini aveva annunciato la costituzione di 17 province nuove e tra queste era anche quella di Terni. Elia Rossi Passavanti, podestà e deputato di Terni, era considerato il principale artefice, grazie ai buoni rapporti che aveva proprio col governo fascista. In effetti s’era dato da fare non poco e aveva fatto contare il “peso” delle medaglie al valore conquistate durante la guerra e la sua conoscenza personale con Mussolini (oltre all’amicizia con D’Annunzio). Quando scese dal vagone della “Prima classe” fu festeggiato a lungo. Poi un corteo lo accompagnò fino in Comune.

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Elia Rossi Passavanti

La sera prima un telegramma di Mussolini aveva informato Elia Rossi Passavanti: “Oggi su mia proposta _ scriveva il duce _ il Consiglio dei Ministri ha elevato codesto Comune alla dignità di Capoluogo di Provincia. Sono sicuro che col lavoro, con la disciplina e con la fede fascista, codesta popolazione si mostrerà sempre meritevole della odierna decisione del Governo Fascista”.
Nasceva così la Provincia di Terni che, ufficialmente, sarebbe stata costituita ai primi di gennaio del 1927. Con essa altre sedici erano le nuove province, tre delle quali nell’Italia centrale: oltre Terni diventarono capoluogo Rieti e Viterbo. La provincia di Terni avrebbe inglobato i Comuni dei circondari di Terni e Orvieto, mentre erano soppressi i Comuni di Cesi, Collescipoli, Collestatte, Papigno, Piediluco, Stroncone e Torre Orsina che entravano a far parte del Comune di Terni. Rieti avrebbe riunito i Comuni dei circondari di Rieti e Cittaducale; Viterbo i Comuni del suo circondario cui si aggiungevano Montalto di Castro, Monteromano e Tarquinia, che fino ad allora erano territorio della provincia di Roma.
La costituzione delle nuove province trovava una giustificazione politica nel fatto che sempre maggiori erano le competenze affidate all’ente, e, soprattutto, al Prefetto di cui s’erano accresciuti ruolo e prestigio. Tra le materie più gravose assegnate ai Prefetti quella di guida del movimento sindacale e del mantenimento dell’ordine pubblico. “Le sessantanove province previste dalla legge del 1870 sono ormai un numero non adeguato – disse Mussolini – tanto più che nel frattempo gli italiani sono diventati oltre 42 milioni mentre nel 1970 erano 27 milioni”.
In cambio dell’istituzione ella nuova provincia, un impegno era sollecitato in modo inequivocabile dal governo e dallo stesso Mussolini: “Col lavoro, con la disciplina e con la fede fascista, codesta popolazione si mostrerà sempre meritevole della odierna decisione del Governo Fascista”. Sarà un caso, ma il giorno dopo il trionfale “sbarco” di Rossi Passavanti alla stazione di Terni, il consiglio dei ministri metteva a riposo forzato il procuratore del re a Terni, dott. Cirillo. Il motivo? “Manifestazioni politiche contrarie al regime”.
Dieci giorni dopo Elia Rossi Passavanti era nominato, invece, segretario del Fascio di Terni. Fu quello il periodo di massima potenza per il Colonnello.

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