Per i giudici di Terni il film Bora Bora non è osceno: assolti autori e attori

6 dicembre 1968
Il tribunale di Terni ha assolto perché il reato non sussiste il produttore, il regista e gli interpreti del film Bora Bora di cui la Procura della Repubblica di Roma aveva pochi giorni prima disposto il sequestro perché ritenuto “di contenuto osceno per le numerose sequenze di nudi femminili in atteggiamento offensivo del pudore e per la rappresentazione di reiterati congressi carnali”.

Il processo si è celebrato con rito direttissimo a Terni per il fatto che proprio a Terni, al cinema Lux in piazza della Repubblica, il film era stato presentato in prima nazionale. Davanti al Tribunale  sono comparsi il regista e sceneggiatore del film, Ugo Liberatore, il produttore, Alfredo Bini, ed i tre attori protagonisti Corrado Pani, Haydée Politoff e Doris Kurstmann, tutti accusati per concorso in spettacoli osceni.

Il pubblico ministero Antonio Fanuli ha chiesto la condanna del produttore e del regista a otto mesi di reclusione; sei mesi ha invece chiesto per i tre attori.

Nel rispondere alle domande del presidente del Tribunale, giudiceTaglienti, Alfredo Bini e Ugo Liberatore hanno dichiarato che la loro volontà era stata quella di realizzare un film che “rappresentasse un atto di accusa contro una società la quale dando una importanza eccessiva al sesso perde di vista i valori reali della vita e dell’amore”. “D’altro canto – hanno aggiunto – la commissione di censura ha autorizzato la proiezione del film al pubblico con la sola limitazione per i minori di diciotto anni ed ha perciò evidentemente riconosciuto il valore dell’opera escludendone il carattere osceno”. Gli avvocati difensori ricordarono che numerosi erano stati i film sequestrati in dieci anni, ma solo cinque di questi erano stati condannati “e nessuno di essi – hanno specificato – era un’opera d’arte come nel caso di Bora Bora”.

I giudici del Tribunale d Terni, dopo aver assistito ad una proiezione del film al cinema teatro Verdi si sono pronunciati per l’assoluzione dopo solo dieci minuti di camera di consiglio, ordinando il dissequestro della pellicola. Il pubblico ministero ha però interposto appello contro la sentenza.

Com’è finita?

Il sequestro e la successiva assoluzione sortirono l’effetto di pubblicizzare il film il quale, in pochi giorni, incassò mezzo miliardo di lire, cifra notevole per allora. Pendeva ancora in capo ai protagonisti, al produttore ed al regista, il ricorso in appello. Il processo davanti alla Corte d’appello di Perugia si celebrò più di un anno e mezzo dopo la prima sentenza. Finì con la condanna a sei mesi di reclusione per Ugo Liberatore e Alfredo Bini e a tre mesi per Corrado Pani e Haydée Politoff, mentre Doris Kunstmann fu assolta con formula piena.

Il film Bora Bora fu confiscato e tolto dalla circolazione, ma ormai la cassetta l’aveva riempita.

La trama del film

Roberto (Corrado Pani) dall’italia, raggiunge in Polinesia la moglie Marita (Haydée Politoff), ma lei ha allacciato un inteso rapporto con un indigeno. Vista l’impossibilità di riconquistarla, Roberto aderisce all’idea di un ménage a tre. Ma l’indigeno, disgustato dal comportamento della coppia, li abbandona. A loro non resta che tornare insieme in Italia con l’intenzione di allacciare altri rapporti particolari.

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