Cassian Bon ingegnere

Scompare Cassian Bon, fondatore della “Terni”

Il 13 novembre 1921

Morì a Terni, ch’era ormai la sua città, Cassian Bon. Era nato a Liegi, il 13 ottobre 1842, figlio di un avvocato francese e di una donna fiamminga, non appena laureatosi ingenere, cominciò a lavorare per la ditta belga di Leopold de la Vallée Poussin, che divenne in Italia la “Compagnia generale delle condotte d’acqua”, con un’importante sede a Roma, dove il giovane ingegnere si trasferì, tanto più che poteva contare – sembra – anche sui buoni uffici di un parente “in alto” in Vaticano.

Fondatore delle acciaerie di Terni
Cassian Bon

A Roma avviò l’attività di imprenditore sulla spinta della gran quantità di opere pubbliche che si realizzavano nel periodo a cavallo tra l’800 e il ‘900. Ben presto arrivò in Umbria: prima a Perugia, poi a Terni, dove rilevò la Fonderia Lucovich, e avviò stretti rapporti con Vincenzo Stefano Breda che a Terni, quale presidente della Società Veneta per le Imprese e le Costruzioni Pubbliche, aveva non pochi interessi.
Dal sodalizio Bon-Breda e con l’interessamento del ministro della Marina Benedetto Brin nacque la Saffat: la “Terni”.
Bon non si fermò all’industria siderugica, e provò anche ad impegnarsi nel settore edile presentando un piano di costruzioni per la zona di Camporeale. Ma non fu un’idea felice, perché, il piano fu respinto dal Comune di Terni. Misera e postuma consolazione il fatto che sia oggi intitolata a suo nome una iccola via proprio nell’area che fu di proprità della famiglia Camporeale (o Camporeali). Non c’è altro, a Terni, che ricordi Cassian Bon, fatta eccezione per una lapide posta a sua memoria sulla facciata di una piccola casa di Sant’Agnese, quartiere popolare ternano. Una lapide che non celebra l’imprenditore che dette una svolta profonda alla città: l’iniziativa infatti fu, nel 1924, di una società sportiva che era sorta in quegli anni e di cui, verosimilmente, Bon fu lo “sponsor” principale.

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