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Blitz di re Umberto alle acciaierie poco dopo l’alba

Re Umberto di Savoia lascio il letto prima dell’alba quella mattina del 12 luglio 1887. Il treno speciale che doveva condurlo a Terni per una visita-lampo alle acciaierie partì da Roma alle 4 e 10. Continua a leggere Blitz di re Umberto alle acciaierie poco dopo l’alba

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Lo sciopero del 1889 alle acciaierie

Il 13 gennaio 1889
Gli operai delle acciaierie di Terni decisero che lo sciopero – in corso da alcuni giorni – proseguiva ed anzi l’azione di protesta doveva divenire più stringente. La crisi, anche allora, era diffusa in tutto il mondo industrializzato, aveva determinato una riduzione dei salari e un calo del potere di acquisto. Gli operai dell’acciaieria chiedevano Continua a leggere Lo sciopero del 1889 alle acciaierie

La crisi della “Veneta” e i timori per la “Terni”

Presidente Saffat acciaierie di Terni
Vincenzo Stefano Breda

Allo scadere del 1892 l’assemblea dei soci della “Società Veneta per imprese e costruzioni pubbliche” attirava l’attenzione degli ambienti imprenditoriali e finanziari che con profondo interesse aspettavano di la sorte di una delle realtà più consistenti del capitalismo e dell’impresa in Italia. Continua a leggere La crisi della “Veneta” e i timori per la “Terni”

Depetris visita le acciaierie, ma niente acclamazioni

Il 4 novembre 1886

a Terni arrivò in visita ufficiale il presidente de consiglio dei ministri, Agostino Depretis. Era una visita “all’arsenale” ternano, così come recitava la nota ufficiale che aveva annunciato l’avvenimento, Continua a leggere Depetris visita le acciaierie, ma niente acclamazioni

Vacanze alle terme Manni di piazza Tacito

 

Lalbergo della Saffat ex Manni in piazza Tacito
L’albergo Manni in piazza Tacito a Terni

“Società degli Alti Forni, Fonderie ed Acciaierie di Terni”: la scritta, in neretto e caratteri grandi fa parte di un tamburino pubblicitario sul quotidiano La Stampa, pubblicato per molti giorni consecutivi del gennaio 1887. Le acciaierie di Terni sono nate da appena tre anni. La “Saffat”, si spiega nell’inserzione pubblicitaria, è una società “Anonima con sede inTerni”  che ha un capitale di16 milioni di lire “interamente versato”. La sorpresa, però, arriva dopo. Perché la società delle Fonderie pubblicizza la ghisa o l’acciaio prodotti, ma un albergo. “D’affittare o da vendere a condizioni da convenire”. E illustra: “Nuovo Albergo con stabilimento bagni a Terni”,  un “Grande e decoroso edificio sulla nuova piazza Cornelio Tacito, entro barriera sulla strada della stazione,con grandi sale per ristorante, caffè, bigliardo, sale di lettura e di aspetto, bagni, terrazze e 37 camere. Bagni caldi e vasca natatoria”.Gli interessati potevano rivolgersi “Per informazioni e trattative”  a Terni, alla direzione generale della Società degli Alti Forni,Fonderie ed Acciaierie; a Roma,in via Nazionale 163; a Padova all’Ufficio della Società Veneta per Imprese e costruzioni pubbliche.

iNSERTO PUBBLICITARIO SAFFAT albergo manni piazza tacito Terni
L’annuncio Saffat per vendere l’albergo Manni

Ecco spiegato, allora, il perché la Saffat, società proprietaria della acciaierie si trova in possesso di un albergo con “bagni caldi e vasca natatoria”. Era una delle tante e considerevoli proprietà che la società “Veneta” guidata da Vincenzo Stefano Breda aveva acquisito a Terni ancor prima di far società con Cassian Bon. Sia Breda che Bon furono uomini d’affari ed imprenditori che svilupparono le loro attività nel primo periodo post-unitario, buttandosi nel business della costruzione di infrastrutture  necessarie per far sì che l’Italia si avviasse a diventare uno stato moderno ed industrializzato. Gli investimenti erano fortemente incoraggiati e gli imprenditori che aspiravano ad assicurarsi l’ingente mole di lavori utilizzavano ogni risorsa per ottenerli. I contatti personali di Breda con membri del governo e del parlamento, le buone conoscenze (e parentele) del Bon in Vaticano ebbero il loro peso. E certo la Società Veneta si dette un bel da fare per far nascere le acciaierie a Terni dove aveva non pochi interessi. Tra questi c’era pure l’albergo. Costruito dai fratelli Manni (Pietro, Luigi e Agostino), un albergo di lusso e adatto – a quanto pare – anche ad un vacanza di tipo termale. L’acqua utilizzata per “i bagni caldi e piscina termale” veniva captata da una delle forme che servivano di energia idraulica tutta la città e veniva opportunamente riscaldata. Era l’acqua del Nera insomma.
Sarà stato venduto facilmente l’albergo dalla Saffat? Chissà. Certo è che anni dopo quella costruzione era stata destinata ad altri usi, ospitando, tra l’altro l’ambulatorio del medico Bracci (quello proverbiale di “Se te do ‘n cazzottu non te sarva mancu Bracci”. Tra demolizioni e ricostruzioni successivamente lì fu la sede dell’Inam, “la mutua”, del Pci. Oggi c’è la banca Bnl.

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Vacanze alle terme Manni di piazza Tacito