Cerreto, caccia al “serpentone”

Una di quelle voci che, chissà perché, ogni tanto prendono piede. A farne le spese furono i vigili del fuoco di Terni i quali dovettero intervenire e passare due giorni, il 17 e il 18 giugno 1965, per effettuare battute in mezzo alla boscaglia dalle parti di Cerreto di Spoleto, in Valnerina, presso la frazione di Ponte. Il loro compito era quello di ritrovare un serpente dalle proporzioni inusitate.
E’ che a Ponte c’era chi spergiurava di averlo visto strisciare in mezzo agli arbusti, al limitare dei boschi che ricoprono la montagna di quella zona della Valnerina. Un serpente piuttosto longevo a quanto raccontavano, sentendo brividi freddi correre lungo la schiena, alcuni abitanti del posto. I quali riferivano che era già qualche anno che ogni tanto qualcuno lo vedeva, magari solo per un attimo. Sempre ed immancabilmente il fatto avveniva all’arrivo dell’estate.

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La frazione di Ponte. Nella foto in alto: Cerreto e Borgo Cerreto visti da Ponte

Le battute effettuate dai vigili del fuoco non ebbero esito. Del “serpentone” non si trovò traccia. “Per forza – testimoniavano i pontani – il serpente è sospettoso e furbo, scappa via quando sente qualcuno avvicinarsi”. Per loro era quasi del tutto normale che ci fosse in giro un rettile di quella portata.
Chi invece la faccenda la digeriva male erano gli abitanti d Borgo Cerreto, la frazione a valle di Ponte, lungo la strada della Valnerina. Le due frazioni di Cerreto di Spoleto distano meno di un chilometro l’una dall’altra. “Quelli di Ponte? Tutti visionari – dicevano digrignando i denti a Borgo Cerreto – e non si rendono conto che certe fantasie servono solo a tener lontani i turisti, già in calo per la paura del terremoto e perché adesso s’è diffusa pure un’altra diceria: l’acqua di sorgente che c’è da questa parte favorirebbe l’insorgere di malattie incurabili”.

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