Alla città di Terni medaglia al valor civile

Il 7 maggio 1960

Con un cerimonia solenne come si conveniva, ma senza troppo clamore né manifestazioni di giubilo eccessivo, al sindaco di Terni Ezio Ottaviani fu consegnata la medaglia d’argento al valor Civile di cui Terni fu insignita in riconoscimento del sacrificio di un migliaio di civili e delle distruzioni subite durante la seconda guerra mondiale.
La cerimonia di consegna, effettuata dal prefetto Salvatore Ferro, si tenne nell’aula consiliare del palazzo comunale, quella che oggi è la Sala Farini della Biblioteca di Terni, in cui il consiglio comunale si era riunito in seduta straordinaria, alla presenza delle autorità della provincia e di un folto pubblico. Il decreto con cui si insigniva la città dell’alta onorificenza era stato firmato dal presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, il 13 gennaio di quello stesso anno, con la seguente motivazione: “Centro industriale di particolare importanza per la produzione bellica, sopportava con sereno coraggio ben 108 bombardamenti che la radevano quasi completamente al suolo e che uccidevano numerosi dei suoi figli migliori. Teneva, nei confronti del nemico invasore, sereno e dignitoso contegno, offrendo un notevole contributo alla lotta per la liberazione” .
Non pochi, pur essendo orgogliosi del riconoscimento, pensavano in cuor loro che 108 bombardamenti, più di mille civili morti, e la città completamente distrutta avrebbero forse meritato il riconoscimento della medaglia d’oro.

Nella foto: Il Prefetto Ferro consegna la medaglia al sindaco Ottaviani. (dal volume “All’ordine del giorno, 60 anni di consiglio comunale” Terni 2006)

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