Macellaio seduttore preso a revolverate dalla “fidanzata” illusa

14 aprile 1951

Il macellaio che si fidanza con la domestica di una famiglia agiata, la quale ogni giorno si reca nel suo negozio per la spesa quotidiana. Nel suo genere, un classico. Solo che stavolta finì in rissa: botte, revolverate e coltellate tra i due protagonisti finiti entrambi in ospedale. Perché  Continua a leggere Macellaio seduttore preso a revolverate dalla “fidanzata” illusa

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Sant’Alò, chiesa romanica “vandalizzata” per secoli

Il danno creato da alcuni giovinastri ai primi di aprile 2017 alla chiesa di Sant’Alò, seppur contenuto, va ad aggiungersi ad una serie di “attentati” compiuti contro quella che è considerata la più importante testimonianza dell’arte Romanica a Terni.

Basti pensare che fino alla metà del secolo scorso era utilizzata come magazzino e deposito da un rivenditore di carbone, il quale, forse per rendere l’ambiente più consono, decise di fare all’interno un nuovo intonaco. Per far sì che il nuovo strato di calce attecchisse furono scalpellati in numerosi punti gli affreschi che adornavano il luogo di culto ormai abbandonato e che, secondo il proprietario considerò probabilmente davvero disdicevoli per un magazzino “moderno”. Il resto della chiesa rimase in stato di abbandono, tanto che l’abside crollò nell’indifferenza generale. Solo nel 1960 la curia rientrò in possesso di Sant’Alò e la riconsacrò.

La chiesa di Sant’Alò

Già in precedenza, comunque, la chiesa era stata tartassata. In origine il portale d’ingresso si trovava su quella che oggi è la parete di sinistra. Alla fine del XIII secolo i padri agostiniani che l’avevano costruita decisero di affiancarle un convento. Per farlo utilizzarono un “progetto” più che disinvolto. Il convento fu costruito proprio addosso alla chiesa (è la casa attualmente esistente) e il portale d’ingresso, chiuso l’originale, fu in pratica spostato sul fianco. In ogni modo ci si preoccupò almeno di far diventare quella facciata adatta alla sacralità del luogo. Il muro fu quindi quasi del tutto ricostruito utilizzando  numerosi frammenti di epoca romana che provenivano probabilmente da monumenti funerari, così come è accaduto – e questo è stato accertato dagli storici – per i due leoni di pietra che stanno agli angoli della porta d’ingresso. Entrambi sono danneggiati da secoli e non sono stati sfregiati – come qualcuno ha creduto – nel corso del recente raid vandalico, che alla fin fine ha provocato il danneggiamento di un vaso di marmo, anch’esso probabilmente proveniente da un monumento funerario. Con l’occasione, anzi, ci si è accorti che un vaso gemello è scomparso. Se non è stato spostato all’interno della chiesa potrebbe aver preso il volo e visto il peso (qualche decina di chili) forse non sarebbe opera di giovinastri “sbevazzati”.

La chiesa, forse costruita sui resti di un tempi romano ddicatao alla dea Cibele,

fu intitolata a Sant’Aloysius diventato poi nell’uso popolare un più sbrigativo Sant’Alò. Sant’Aolysius è un santo francese (in italiano è diventato Eligio) che era protettore degli orafi (e Terni vantava già nel 1400 una propria tradizione orafa) e più in generale di coloro che trattano i metalli col fuoco: i fabbri e i maniscalchi.

Sant’Alò, appartenne ai frati Agostiniani, quindi alle suore francescane e  sembra anche ai cavalieri di Malta e fu commenda comunque di  cavalieri Gerolosimitani, vale a dire del regno di Gerusalemme di cui facevano parte sia i Templari che gli Ospitalieri.

SANT’ALO’: IL VASO SCOMPARSO

 

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Terni 1488: monasteri “a luci rosse” per giovani bene

13 aprile 1488

Il Municipio ternano interviene sulla delicata situazione esistente nei monasteri delle monache le quali erano sospettate di praticare il meretricio con i giovani delle buone famiglie.

Il Comizio cittadino decise che era urgente adotare qualche energico provvedimento  per porre fine “alla riprovata condotta de’ monasteri”. Si stabilì perciò di adottare misure rigorose “riguardo alla disonestà imperante nei monasteri delle monache della città di Interamna, nei quali gli atti di lascivia erano ben pià delle orazioni”.

Si elessero perciò quattro cittadini e quattro banderari, a rappresentanza dell’autorità del consiglio generale, affidando loro la piena potestà legislativa affinché provvedessero nel modo che ritenevano migliore.

Mentre intanto si imponeva una ferrea clausura.

Il marchese di Castel Viscardo sposa duchessa inglese

Nozze principesche a Londra, il 12 aprile 1950. Lo sposo aveva legami con la provincia di Terni: Gaetano Parente era infatti primogenito ed erede del marchese di Castel Viscardo, Enrico Parente il quale era scomparso da pochi mesi.

Nozze marchese di Castel Viscardo 1950
L’abbazia di Welbech

Convolò a nozze con lady Margaret Cavendish-Bentinck, Continua a leggere Il marchese di Castel Viscardo sposa duchessa inglese

Borzacchini vince la Mille Miglia battendo tutti i record

9-10 aprile 1932

La Mille Miglia del 1932 salutò vincitore Mario Umberto Borzacchini. Il corridore ternano aveva compiuto il percorso in 14 ore 55 minuti e 19 secondi. Quasi quindici ore (dalle 11 di sabato 9 alle due di notte di domenica 10 aprile) al volante della sua Alfa Romeo aveva percorso circa milleseicento chilometri viaggiando alla media di 110 chilometri orari, polverizzando i record stabiliti l’anno precedente dal tedesco Rudolph Caracciola: un’ora in meno il tempo impiegato e 10 chilometri all’ora in più di media.   Continua a leggere Borzacchini vince la Mille Miglia battendo tutti i record

Motogiro 1926, Olindo Raggi vince la tappa di Perugia

L’8 aprile 1926 Perugia fu sede di arrivo della terza tappa del Circuito Motociclistico d’Italia, la Tivoli, Avezzano, Aquila, Rieti Terni, Spoleto, Perugia per un totale di oltre 360 chilometri. Continua a leggere Motogiro 1926, Olindo Raggi vince la tappa di Perugia

Motogiro 1926, Raggi primo a Perugia, muore nell’ultima tappa

L’8 aprile 1926 Perugia fu sede di arrivo della terza tappa del Circuito Motociclistico d’Italia, la Tivoli, Avezzano, Aquila, Rieti Terni, Spoleto, Perugia per un totale di oltre 360 chilometri. Continua a leggere Motogiro 1926, Raggi primo a Perugia, muore nell’ultima tappa

Mussolini a Orvieto in visita alle ragazze della GIL

Mussolini Orvieto academia femminile Gil
Mussolini all’Accademia Gil di Orvieto

Mussolini, la prima tappa la fece all’Accademia femminile della GIL. Ad Orvieto lo aspettavano da 18 anni e, finalmente, il 7 aprile del 1940, eccolo in visita alla città della Rupe. Una giornata piena per lui e, stando alle cronache del tempo, per gli orvietani Continua a leggere Mussolini a Orvieto in visita alle ragazze della GIL

Spoleto 1947, il sindaco intasca mezzo milione di lire del Comune

Il 2 aprile 1947,
il sindaco comunista di Spoleto, professor Gaetano Valentini, fu costretto alle dimissioni, perché denunciato con l’accusa di essersi appropriato di mezzo milione di lire (circa diecimila euro di oggi) sottratto Continua a leggere Spoleto 1947, il sindaco intasca mezzo milione di lire del Comune

Colle Umberto borgo da vip: dal re a Raoul Bova

A Colle Umberto, frazione di Perugia, il giorno di San Giuseppe, fanno la Sagra delle frittelle.Poi per mangiarsele in tutta comodità ci sono i tavolini lì davanti alla facciata di quello che potrebbe essere il palazzo sede del municipio se Colle Umberto non fosse una frazione di Perugia. Da quella facciata, comunque, nella contrada che ne perpetua il nome, il re “baffone” guarda davanti a sé, in lontananza, ma sicuramente vede anche quel che succede lì sotto, nonostante sia solo un busto di marmo. Dirimpetto, dall’altra parte della strada, su una casa, c’è la targa che indica il posto “Colle Umberto I°”, così, con l’aggiunta inutile – ed anzi errata – del cerchietto che indica il numero ordinale. Un’indicazione stradale, ma nel suo genere monumentale, scolpita com’è su una lastra di marmo. Continua a leggere Colle Umberto borgo da vip: dal re a Raoul Bova

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Curiosità da Terni, l'Umbria, e l'Italia centrale: fatti, persone, tesori nascosti

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