Archivi tag: Risorgimento

Pompeo di Campello e la tragedia di Mentana

l 15 febbraio 1803 nacque a Spoleto Pompeo di Campello destinato ad assumere i titoli di Conte di Campello, Patrizio di Spoleto, Nobile di Terni.

Pompeo Di Campello cominciò la propria attività politica …

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Foligno, disordini e proteste contro il governo papale

Nella tarda serata del 26 gennaio 1847, allarmato, il comandante delle forze dell’ordine di Foligno inviò una preoccupata informazione alla Presidenza delle armi pontificie. La causa un “trambusto popolare” verificatosi quella sera stessa nella vicina frazione di Sant’Eraclio, in occasione delle corse dei berberi.

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Froscianti, una vita spesa per “Fare l’Italia”

froscianti
Giovanni Froscianti

 

Il 20 novembre 1811 a  Collescipoli nacque Giovanni Froscianti, uno degli amici più devoti di Giuseppe Garibaldi che seguì in tutte le sue battaglie a cominciare dal 1848 e con lui visse per anni a Caprera svolgendo i compiti di segretario personale del Generale. Una vita avventurosa, passata per la gran parte in battaglia per “fare l’Italia” o in esilio.. Continua a leggere Froscianti, una vita spesa per “Fare l’Italia”

La spedizione di Mentana e il ruolo dei ternani

 

SiIl 1. novembre 1867,
la fine dell’avventura garibaldina per la liberazione di Roma era ormai data scontata. La battaglia di Mentana, che avrebbe decretato la sconfitta dei garibaldini, si combatté il 3 novembre 1867. Terni città di frontiera tra il Regno d’Italia e il territorio della Chiesa,

Il Generale Nicola Fabrizi
Il Generale Nicola Fabrizi

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Spoleto in lutto per la morte di Luigi Pianciani

Luigi Pianciani
Luigi Pianciani

Il 18 ottobre 1890 i giornali italiani riportavano tutti in prima pagina la notizia proveniente da Spoleto della morte di Luigi Pianciani, avvenuta nella serata del 17. Patriota, deputato e primo sindaco di Roma, dove era nato nel 1813, Luiogi Pianciani era discendente da una famiglia nobile spoletina Continua a leggere Spoleto in lutto per la morte di Luigi Pianciani

I Cacciatori del Tevere liberano l’Umbria e la Tuscia

Il 9 settembre 1860,
bande di volontari entrarono in Umbria da Chiusi, dove era avvenuto il concentramento. Erano i componenti dell’appena costituito corpo dei “Cacciatori del Tevere” guidato dal colonnello Luigi Masi. I “Cacciatori del Tevere” Continua a leggere I Cacciatori del Tevere liberano l’Umbria e la Tuscia

Froscianti, l'amico di Peppino Garibaldi

Garibaldi a Terni mise piede in numerose occasioni. Di passaggio, certo, ma dove non era di passaggio, lui? Giusto a Caprera risiedette con continuità e negli ultimi anni. A Terni era stato nel 1849, quando, caduta la Repubblica Romana se ne andò con almeno un migliaio Continua a leggere Froscianti, l'amico di Peppino Garibaldi

Con Ciaurro Umbria alla riscossa

SECONDO Italo Ciaurro i tanti storici che s’erano occupati del Risorgimento avevano sempre sottovalutato il ruolo dell’Umbria nella costruzione dello stato unitario. Eppure, notava, grande fu il contributo degli umbri, ad esempio, alle formazioni garibaldine, specialmente nel periodo successivo al 1860. Quante spedizioni avevano preso le mosse proprio dall’Umbria? Quanti patrioti, specie ternani, furono con Garibaldi a Monterotondo e Mentana? Senza contare l’impeno per la Repubblica sia quella nata sull’onda della discesa dei soldati di Napoleone che l’altra ispirata dai principi della rivoluzione Quarantottesca. Cosi fu lui a far sì che fosse dato a Cesare quel che era di Cesare.

Ciaurro, Umbria e Risrgimento
La copertina del libro di Italo Ciaurro “L’Umbria e il Risorgimento”, pubblicato da Cappelli

Italo Ciaurro, nato a Terni è poi vissuto a Perugia, città che considerò la sua seconda “patria”. E’ stato uno dei Ciaurro che a Terni hanno lasciato un segno: gli altri due furono il fratello, Ilario, artista riconosciuto ed esponente di primo piano della cultura cittadina, e Gian Franco, il figlio di Italo, sindaco negli anni Novanta del Novecento.
Nel 1961 si celebrò il centenario dell’Unita d’Italia. Italo Ciaurro giudicò che era ora di mettersi al lavoro. La scrittura, la storia locale, erano le sue passioni. Era gia un uomo maturo. Nato il 3 novembre 1887, studiò alla Scuola Normale di Perugia, vivaio di pedagogisti divenuti famosi. L’insegnamento fu la sua prima occupazione. Fino al 1928, quando abbracciò il giornalismo. Aveva gia pubblicato alcuni libri per ragazzi e testi scolastici. Cominciò con “Il Piccolo” e “La Tribuna”, fu poi direttore della rivista “Latina Gens”. Nel 1940 la casa di Terni, in via Aulo Pompeo (dove la famiglia s’era trasferita da via Roma), vicino alla stazione ferroviaria, fu distrutta dai bombardieri alleati.
Per ricominciare, si trasferì a Perugia, giornalista al “Nuovo Corriere”, “Il Giornale d’Italia”, il “Corriere della sera”. Nel 1963 l’editore Cappelli pubblicò il libro “della riscossa”: un titolo e sottotitolo epliciti “L’Umbria e il Risorgimento– Contributo dato dagli umbri all’Unita d’Italia”. Piu di trecento pagine, piene di notizie e di documenti che Italo Ciaurro aveva scovato grazie a pazienti indagini negli archivi, ma anche nei luoghi che furono teatro degli avvenimenti. “L’autore non ha avuto nessuna pretesa di fare opera organica integrale – scriveva del libro di Ciaurro, lo storico Luigi Salvatorelli -. Le sue esposizioni in ordine cronologico, dal periodo rivoluzionario napoleonico fino a Roma italiana, hanno carattere prevalentemente di appunti e spigolature”. Ciaurro, aggiungeva Salvatorelli, non manca di segnalare gli “quivoci, errori, incomprensioni, contrasti ed ostacoli incontrati dai princìpi di libertà e democrazia”.
Italo Ciaurro, mori a Roma il 3 gennaio 1968. Negli annni Ottanta gli fu intitolata una via dalle parti di San Martino, e gli toccò quel ch’era toccato all’Umbria. Furono parecchi a chiedere, “Ma non si chiamava Ilario?”.

Con Ciaurro Umbria alla riscossa

I volontari di Pescecotto fecero tremare la Borsa di Parigi

Erano 106 i volontari. Partiti da Terni, gonfi di speranze, alla volta di Roma. Non fecero che pochi chilometri. I Granatieri del Re di Sardegna, i soldati dello Stato Italiano, li bloccarono tra Magliano e Fara Sabina e li “convinsero” a desistere. I capi finirono in carcere. Tra essi Pietro Faustini, “Leonida”, che era stato capo dei Carbonari ternani. Aveva 42 anni, Faustini, nel 1867. Continua a leggere I volontari di Pescecotto fecero tremare la Borsa di Parigi