Archivi categoria: Storie di sport

Borzacchini vince la Mille Miglia battendo tutti i record

9-10 aprile 1932

La Mille Miglia del 1932 salutò vincitore Mario Umberto Borzacchini. Il corridore ternano aveva compiuto il percorso in 14 ore 55 minuti e 19 secondi. Quasi quindici ore (dalle 11 di sabato 9 alle due di notte di domenica 10 aprile) al volante della sua Alfa Romeo aveva percorso circa milleseicento chilometri viaggiando alla media di 110 chilometri orari, polverizzando i record stabiliti l’anno precedente dal tedesco Rudolph Caracciola: un’ora in meno il tempo impiegato e 10 chilometri all’ora in più di media.   Continua a leggere Borzacchini vince la Mille Miglia battendo tutti i record

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Derby di fuoco nel ’31 al “Brin” tra Ternana e Perugia

Quel derby calcistico tra Ternana e Perugia, giocato sul campo di Terni il primo marzo del 1931, non dev’essere stato affatto esemplare per fair play e sportività. Continua a leggere Derby di fuoco nel ’31 al “Brin” tra Ternana e Perugia

1956: c’è Scarfiotti alla Spoleto-Monteluco, ma vince Alfredo Tinazzo

9 settembre 1956
C’era anche Ludovico Scarfiotti al via, ma la vittoria assoluta dell’edizione del 1956 della Spoleto-Monteluco andò a Alfredo Tinazzo che guidava una vettura Giaur 750 sport, il quale ebbe in premio la coppa messa in palio dal Comune di Spoleto. Continua a leggere 1956: c’è Scarfiotti alla Spoleto-Monteluco, ma vince Alfredo Tinazzo

Tirreno-Adriatico: a Terni Taccone battuto da De Pra

A Terni la Tirreno – Adriatico fece tappa per la prima volta quasi mezzo secolo fa, nel 1967. Era la seconda edizione della corsa che oggi è una classica del ciclismo. Lo striscione dell’arrivo, fu posto verso la metà di Viale Tito Oro Nobili, che allora si chiamava Viale Fonderia. Vinse Tommaso De Pra, luogotenente di Gianni Motta, brianzolo come lui, alfiere della squadra Molteni. Continua a leggere Tirreno-Adriatico: a Terni Taccone battuto da De Pra

Nascimbene vince il giro dell’Umbria

Nascimbene, Legnanno
Pietro Nascimbene, vincitore del Giro dell’Umbria 1953

 

Stavolta ce l’hanno fatta, in maniera definitiva. Non ci riuscirà quella scritta a tornare a “galla”. Una bella mano di tinta arancione con cui si è resa, indubbiamente, più gradevole alla vista, una piccola casa nei pressi di Strettura, in località Palazzo del Papa. E’ nel diritto di chi vi abita, intendiamoci, ridipingere la facciata di casa sua. Qualche nostalgico Continua a leggere Nascimbene vince il giro dell’Umbria

Torna il “39”: in pista un altro Liberati che vince

Motociclismo, Liberati
Libero Liberati e Giancarlo Liberati

Giancarlo Liberati, 19 anni, col numero “39” che fu del nonno Libero, gareggia nelle motard: è arrivato alla vittoria nell’ultima prova di campionato.

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1948, Liberati tiene a battesimo il Circuito dell’Acciaio

Guzzi dondolino
Circuito dell’Acciaio 1948, Liberati (Guzzi) a Papigno

Prima edizione del circuito motociclistico dell’Acciaio e per Libero Liberati fu subito una vittoria, ottenuta davanti al pubblico dei suoi sostenitori. Era il 4 luglio 1948. Anche nel 1953 vinse Libero Liberati, ma quell’anno a far notizia fu Umberto Masetti che nell’edizione 1953 del circuito dell’Acciaio, si classificò secondo aggiudicandosi il titolo italiano della classe 500. Masetti era un campione dal carattere spigoloso ed era in rotta con la casa per la quale correva, la Gilera, come Liberati. Ma quella mattina del 20 settembre 1953 si presentò al via a Viale Brin, a Terni. Continua a leggere 1948, Liberati tiene a battesimo il Circuito dell’Acciaio

Leoni, l’umbro che portò fama a Rieti

Adolfo Leoni
La volata vittoriosa di Leoni (ultimo a destra) ai campionati del mondo di ciclismo dilettanti

«Grazie a tutti voi e soprattutto a te, Cottur, che mi hai fatto vincere». Poche parole, pronunciate con lo scarso fiato rimasto nei polmoni dopo una volata lunghissima, potente, vittoriosa. Adolfo Leoni, vent’anni, era campione del mondo dei dilettanti di ciclismo. Cominciava da lì una fulgida carriera che lo portò in una quindicina di anni a vestire la maglia di campione d’Italia dei professionisti; a vincere numerose classiche, tra cui la Milano–Sanremo, la corsa regina; a far sue 17 tappe del Giro, due del Tour. Continua a leggere Leoni, l’umbro che portò fama a Rieti

Elvezio Palla, il “mago” del Giro d’Italia

Quando il Giro d’Italia, negli anni Cinquanta e Sessanta, transitava per le strade dell’Umbria e del Reatino, qualche minuto prima dei corridori arrivava lui, Elvezio Palla. Continua a leggere Elvezio Palla, il “mago” del Giro d’Italia

Motogiro d'Italia: da Venturi a Bonanomi

Motogiro d'Italia 2015
Marco Bonanomi sulla MV 175 del 1955

Proprio uguale uguale non è, ma la motocicletta con cui Marco Bonanomi ha vinto l’edizione 2015 della rievocazione storica del Motogiro d’Italia, è comunque una MV 175, una strettissima parente di quella con cui Remo venturi vinse nel 1957 l’ultima edizione di una delle più affascinanti gare motoristiche del mondo. La MV di Venturi, infatti, aveva un “qualcosa” in più, non solo perché quello di Bonanomi è un modello del 1955, ma anche perché la casa di Cascina Costa, pur non partecipando ufficialmente alla gara, nel 1957 aveva affidato si suoi piloti ufficiali (Venturi e Gilberto Milani) quella che in pratica era una moto da gran premio, limitata per rispettare il regolamento: via la carenatura, rimaneva però il motore bialbero molto potente nonostante la limitazione dovuta alla strozzatura del condotto d’immissione che era di diametro limitato, sempre per rientrare nei termini del regolamento. Per il resto Venturi ci mise del suo, sfruttando le doti di guida che ne facevano probabilmente il più esperto dei piloti stradisti del momento.

Motogiro d'Italia
Venturi e Milani, primo e secondo nel 1957 col patron Mv, conte Agusta

Ecco:  la moto di Bonanomi era una MV simile a quella, molto più stradale e ormai certo molto più anziana essendo ormai arrivata alla sessantina. Ma d’altra parte, il motogiro di oggi non è una gara di velocità, bensì di abilità e di resistenza. Per vincere è necessario essere in possesso di un mezzo e di un fisico che nonostante gli acciacchi – anche i piloti, almeno quelli più esperti, hanno un’età “matura”, mica solo le motociclette – reggano ad una kermesse che quest’anno, tanto per esempio, si è svolta in sei tappe su un percorso di 1700 chilometri, per la metà sotto la pioggia: complessivamente più di quaranta ore in moto, su quelle motociclette che non possono certo assicurare il confort di viaggio e di guida di certi mezzi di oggi.
Eppure anche quest’anno erano 102 gli iscritti, e pure quest’anno provenienti da ogni parte del mondo. La parte del leone l’hanno fatta gli italiani, che hanno fatto incetta di vittorie. Bonanomi primo nella gara classica, quella riservata alle moto di 175 cc costruite fra il 1953 e il 1957, ovvero gli anni in cui si è corso il Motogiro agonistico, prima dell’abolizione di tutte le corse su strade aperte al traffico in seguito alla tragedia di De Portago nella Mille Miglia. Nelle altre tre categorie si sono imposti il tedesco Michael Cassel (Moto Morini 3 1/2 VS) nella Classic, il bolognese Silvano Fabbri (Morini Sbarazzino 98) nella Vintage e il marchigiano Marino Lino (LML Star 4T) nella Motogiro turismo. Tutta gente esperta che col cronometro e i decimi di secondo va a nozze. La gara consiste, infatti, in una serie di controlli a tempo e, soprattutto, in prove speciali, tratti brevissimi, da percorrere in tempi imposti che sono di solito di alcuni secondi e decimi di secondo, il tutto “aggravato” da slalom, fermate, ripartenze e quando di più “fantasioso” sappiano arzigogolare coloro che allestiscono quelle prove.
Si è conclusa, così, la XXIV edizione della rievocazione storica – organizzata dal Moto club Terni “Liberati Pileri”- di una gara che, specialmente in quelle cinque edizioni degli anni Cinquanta del secolo scorso, ha catalizzato l’attenzione dell’Italia sportiva. Organizzata per promuovere, così come accadeva con la Mille Miglia per le auto, l’uso della moto, e quindi sostenerne le vendite. Una gara che vide schierarsi al via tutte le principali case costruttrici, che vide impegnati piloti di tutto rispetto e molti fuoriclasse. Non a caso tra i vincitori figura gente come Tarquinio Provini, Emilio Mendogni, e lo stesso Remo Venturi, che con la MV corse anche nel campionato mondiale della classe 500 quale coéquipier di John Surtees, vincendo un entusiasmante gran premio d’Olanda ad Assen. E lo steso Venturi, ormai avanti con gli anni ma sempre determinato e appassionato si è schierato al via in quasi tutte le edizioni della rievocazione storica, raccogliendo applausi nelle diverse parti d’Italia dove si ricordano ancora le sue performance al Motogiro e la vittoria della Milano – Taranto, un’altra gara che fece epoca.

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Vedi anche: Gli anni eroici del Motogiro