Archivi categoria: Le News

Sant’Alò, chiesa romanica “vandalizzata” per secoli

Il danno creato da alcuni giovinastri ai primi di aprile 2017 alla chiesa di Sant’Alò, seppur contenuto, va ad aggiungersi ad una serie di “attentati” compiuti contro quella che è considerata la più importante testimonianza dell’arte Romanica a Terni. Continua a leggere Sant’Alò, chiesa romanica “vandalizzata” per secoli

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Motogiro d’Italia 2017: Spoleto sede di partenza e arrivo

Motogiro d'Italia

Misano World Circuit – Dopo l’inserimento nel calendario internazionale dello scorso anno, l’edizione 2017 della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia sarà la prima, ufficialmente marcata FIM, la Federazione Internazionale ha infatti inserito la manifestazione organizzata dal Moto Club Terni  Continua a leggere Motogiro d’Italia 2017: Spoleto sede di partenza e arrivo

I sessant’anni della Thyrus

Arrone Thyrus editrice.
Arrone, la vecchia conceria oggi sede della Thyrus Editrice

Dal politico che vuol rendere note le carte messe via nel corso della carriera o desidera raccontarne memorie e retroscena al professionista il quale, di domenica, si diletta  a mettere in versi esperienze e pensieri. Passando per chi vuol diffondere racconti, ricerche, fotografie; chi vuole scrivere di arte o di storia, di musica o letteratura, per finire con chi si contenta della soddisfazione di vedere il suo nome sul frontespizio di un libro. Per tutti costoro c’è la Thyrus, se non l’unica certo la più prolifica delle case editrici nel Ternano. Continua a leggere I sessant’anni della Thyrus

1973, niente più auto al centro di Terni

Terni piazza delle bambine e dei bambini, piazza Solferino
L’isola pedonale di Terni oggi: piazza Solferino

In vista del Natale del 1973 il Comune di Terni si preparava a sperimentare l’istituzione di una vera “isola pedonale” ne centro cittadino. In verità c’era già stata un’avance, visto che dal giugno del ’72 Corso Tacito, strada principale della città restava chiusa al traffico per quattro ore durante il pomeriggio. Dalle 16 alle 20, ora di punta per gli acquisti e per lo “struscio”, il corso restava a disposizione dei pedoni, mentre i semafori agli incroci con via Mancini e via Angeloni continuavano a funzionare. Ma quello era soltanto un piccolo assaggio rispetto alla zona pedonale che si era individuata e che era stata definita “Zona blu”. Un’area vasta che si estendeva da via Mazzini a piazza Tacito per proseguire in via Battisti fino a largo don Minzoni e quindi deviare per via Fratti, Piazza San Francesco, via Primo Maggio, piazza della Repubblica, corso Vecchio fino a a chiudere l’anello nel ricongiungersi a via Mazzini in piazza Valnerina.Un’area vasta, tanto che fece si che i commercianti sbarrassero gli occhi. Anche perché la chiusura a tutti i mezzi a motore non sarebbe più durata solo quattro ore, ma avrebbe riguardato gran parte della giornata.

Dove parcheggiare l’auto?

Il primo problema era costituito dalla necessità di reperire le aree per il parcheggio possibilmente vicine alla zona pedonale. L’idea era quella di attrezzare la zona di via Leopardi, viale dello Stadio, viale Aleardi e via Lungonera collegandole con il centro per mezzo di linee celeri di autobus (allora il servizio trasporti era gestito dall’Asm) che avrebbero raggiunto i punti chiave del centro.  I commercianti? Erano i più contenti di tutti – comunicava l’ufficio stampa comunale – anche se per la verità non era proprio così, ma semmai era vero il contrario.
La sperimentazione – nonostante gli interrogativi che lo stesso Comune poneva per la ristrettezza dei tempi – si fece. Com’è andata a finire? Il risultato è sotto gli occhi di tutti i cittadini di Terni città che oggi ha una vastissima zona del centro che sulla carta è indicata come ZTL (zona a traffico limitato) ma che nei fatti appare come una ZTI, zona a traffico illimitato.

Valenzia, la città del mito e gli scavi di Maratta

Maratta, il luogo dei più recenti ritrovamenti archeologici e, sulla sfondo, la montagna di Sant'Erasmo
Maratta, il luogo dei più recenti ritrovamenti archeologici e, sulla sfondo, la montagna di Sant’Erasmo

Valenzia, città mitica e leggendaria, nominata soprattutto da  studiosi alla ricerca di informazioni sugli antichissimi abitatori della conca ternana. Sarebbe stata una specie di capitale dei Naharki, quelle popolazioni che vivevano lungo il corso del fiume Nera, o un crocevia per tutti coloro che vivevano nel territorio umbro sabino almeno mille anni prima della nascita di Cristo.
Città mitica, una specie di piccola Atlantide del centro Italia alla cui ricerca gli appassionati di storia e tradizioni locali si sono dedicati potendo contare sulla leggenda più che sulle poche e labili testimonianze storiche. I recenti ritrovamenti archeologici di Maratta, la zona di pianura traversata dal fiume Nera a valle di Terni, collegati ad altri piccoli indizi potrebbero giustificare un qualche entusiasmo proprio in chi va alla ricerca di Valenzia o Valentia secondo la grafia latina. Da quali dati di fatto o ipotesi prendono le mosse le affermazioni di studiosi ed appassionati di storia locale? Concomitanze tra la leggenda e lo stato attuale dei luoghi appaiono in ogni modo sorprendenti e spingono a “sognare”.

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Sant’Agape, una torre con le brache

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Sant'Agape, una torre medioevale con le brache