L’Opinione/Terni e il turismo: le criticità debbono diventare punti di forza

di MARCO CELESTINO CECCONI*

“Se cresce Terni cresce l’Umbria, Turismo : motore per lo sviluppo”. Questo lo slogan che ho voluto fortemente per dare il titolo al convegno che si è svolto il 14 scorso, al Garden. L’ho utilizzato anche in altre occasioni, parlando addirittura di sanità, per sottolineare un concetto che va molto oltre ogni campanile.

La presenza del ministro del turismo a Terni, la presenza della governance nazionale del turismo a Terni, la presenza a Terni dei vertici di tutte le istituzioni connesse alle politiche del turismo (ad iniziare dalle istituzioni del territorio), tutto questo è, al tempo stesso, un segno dei tempi da una parte e, dall’altra parte, un evento impensabile fino ad una manciata di anni fa. È un segno dei… migliori tempi possibili: perché documenta quell’ ‘allineamento di pianeti’ (quella omogeneità di maggioranze di governo), che ci permetteranno una buona volta – è questo l’auspicio – di mettere a sistema le politiche di promozione turistica di diversa estrazione, per farle convergere in un’azione congiunta, più di quanto non sia mai stato in passato: un passato in cui Terni è sempre stata considerata la Cenerentola dell’Umbria anche in materia di turismo.

Ma la presenza del ministro del turismo a Terni segna una data storica anche per un altro motivo. Nei lunghi decenni di monocultura industriale che abbiamo alle spalle (nei lunghi decenni di monocultura del modello di sviluppo a cui questo territorio è stato condannato dalla sinistra di potere e di governo), immaginare la presenza a Terni del ministro del Turismo sarebbe stato considerato eretico… Sarebbe stato considerato del tutto inutile. Parlare di turismo a Terni: un’eresia in cui non valeva assolutamente la pena di investire. E infatti per decenni nessuno l’ha mai fatto…
Per decenni, nessuno è mai riuscito ad immaginare per la nostra città nient’altro che quel po’ di turismo d’affari che permetteva la sopravvivenza di qualche struttura recettiva: un turismo d’affari legato alla presenza in questo territorio di grandi insediamenti industriali, molti dei quali di proprietà straniera, inseriti nel circuito delle multinazionali. E niente più….

Certo, fare turismo, portare turismo a Terni, è più difficile che in qualunque altro luogo dell’Umbria. Per immaginare, per costruire, per finanziare, per promuovere politiche di promozione turistica per Terni, occorre uno sforzo di creatività di fantasia e di progettazione più impegnativo che altrove. La nostra non è di sicuro una città d’arte (al netto di quei piccoli grandi gioielli storico-architettonici che pure ci sono, ma che sono incastonati, però, in un tessuto urbano che risale, per il 99%, al secondo dopoguerra).

Altro problema di partenza: la non-cultura della promozione turistica, stratificata per decenni, ha portato con sé, nel passato recente, tentativi maldestri di inversione di rotta, aggravati dallo strabismo culturale di certe giunte di sinistra di recentissima memoria: quelle che, per puro interesse elettorale e di clientela, per esempio preferirono – a parità di soldi pubblici! – rinunciare ad Umbria Jazz per sostituirla con… “Terni in jazz” – con risultati da strapaese, ovvero con un’offerta segnata da quell’eccesso di provincialismo che ha portato a cartelloni del tutto privi di appeal per un pubblico che non fosse un pubblico “di nicchia” (è dire poco), strettamente ed esclusivamente locale…

Fare turismo a Terni significa impegnarsi in uno sforzo di progettazione e creatività che faccia “di necessità virtù” e sappia fare leva sulle criticità per trasformarle in punti di forza. Per fare turismo a Terni serve un pensiero strategico che sappia configurare la nostra città come parte di un circuito e come porta dell’Umbria. Parte di un circuito: e penso per esempio a quel turismo sportivo e naturalistico-ambientale che sappia costruire ‘pacchetti’, intorno alla risorsa mai abbastanza valorizzata della Cascata delle Marmore. Porta dell’Umbria: e penso per esempio ai vantaggi di soggiornare a Terni, per scegliere, da qui, le mille opzioni possibili della nostra meravigliosa regione, da Orvieto ad Assisi.

Non siamo città d’arte: ma possiamo, dobbiamo diventare la capitale umbra del turismo sportivo e degli eventi, mettendo a sistema eccellenze esclusive che già ci sono, come Piediluco, ed altre di imminente realizzazione come il nuovo Palazzetto. Ad una condizione: pianificare gli appuntamenti, stabilizzare le date, concertare con tutti gli attori del territorio un calendario tracciabile e costante nel tempo, date da segnare in agenda per venire a Terni, per un torneo o una rassegna musicale. La promozione turistica impone di coniugare la fantasia e la creatività con una capacità di programmazione su scala annuale, reiterata nel tempo, senza inseguire i cartelloni altrui o accontentarsi delle briciole.

Non riesco ad immaginare un contesto più favorevole per mettersi al lavoro per il futuro su questi fronti, di quello che è stato rappresentato dalla presenza a Terni di ospiti illustri

*Coordinatore comunale FDI città di Terni

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