Terni, a San Pietro la “Luce della pace da Betlemme”, vi resterà fino al 6 gennaio

Una luce per diffondere la pace, è il segno che i giovani della parrocchia di San Pietro a Terni lanciano in questo Natale 2022 con l’iniziativa della “Luce della pace da Betlemme”, una lampada da cui attingere la luce e diffonderla in tutte le famiglie, quale gesto e simbolo di pace. La lampada, che è stata accesa nella grotta di Betlemme, è giunta il 17 dicembre nella chiesa di San Pietro, dove rimarrà fino al 6 gennaio 2023.

I ragazzi della parrocchia distribuiranno i piccoli lumini accesi dalla fiamma della lampada di Betlemme martedì 20 dicembre, dopo il concerto di Natale dell’ I.T.T. (inizio ore 18); mercoledì 28 dicembre, dopo il concerto del Coro Musica Antiqua (inizio 19.15); venerdì 23 dicembre, alle ore 21 nella veglia di preghiera animata dai Giovani della parrocchia e al termine delle celebrazioni del 6 gennaio alle ore 9 e 11. In tutti gli altri giorni, al termine della messa delle ore 18, sarà possibile attingere individualmente alla lampada e portare ad altri la luce segno di pace e condivisione.

La Luce della Pace da Betlemme è un’iniziativa nata nel 1986, inserita nel contesto di una attività di beneficenza austriaca a favore di bambini invalidi, degli emarginati sociali e di tanti bisognosi. Nasce pertanto come segno di ringraziamento per le tante offerte spontanee ricevute. Da allora, poco prima di Natale un bambino austriaco ogni anno accende nella Grotta una lampada, che viene poi portata a Linz con un aereo della linea Austriaca e da lì è distribuita in tutto il mondo. Dalla fiammella accesa dalla lampada ad olio che arde perennemente da molti secoli sul luogo della nascita di Gesù, alimentata dall’olio donato a turno da tutte le nazioni cristiane della Terra, vengono accese altre e diffuse in tutto il pianeta, simbolo di fratellanza fra i popoli. Il gruppo “Giovani della parrocchia di San Pietro” ha voluto prendere parte a questa iniziativa per essere parte della diffusione di quella Luce. La luce però non può essere “…tenuta sotto il moggio o sotto il letto…” deve essere messa sul candeliere… Tutto deve essere messo in luce; per questo i ragazzi vogliono diffondere il più possibile questo simbolo, partendo dalla loro città e portarla nei luoghi dove sembra che la speranza non abbia più dimora… Vogliono vivere il natale in modo alternativo sotto l’unica Luce reale di speranza e di Pace. E se gli si obietta che è un simbolo prettamente cristiano ribattono con forza che nella luce si riconoscono i principi improntati sul confronto e dialogo con tutti, sull’impegno a prevenire tutte le forme di odio, di sopruso e di egoismo che minacciano la pace e la sicurezza del pianeta.

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