La Cisl: “Sulla sanità la Regione Umbria non può decidere tutto da sola”

La Regione Umbria può decidere da sola, senza far confronti specie se la questione è la Sanità? La Cisl Umbria, non solo pensa di no, ma sollecita la Terza Commissione Consiliare Regionale ad avviare un percorso concertativo. Lo fa con una conferernza stampa e e per bocca del segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, assieme al segretario regionale Cisl Umbria, con delega alla sanità, Riccardo Marcelli, il segretario generale Cisl Medici Umbria Tullo Ostilio Moschini, Francesco Ferroni della segreteria regionale Fnp Cisl Umbria e Marcello Romeggini della Fp Cisl Umbria. Presenti anche il responsabile Fp Cisl Umbria Luca Talevi, il segretario generale Fisascat Cisl Umbria Valerio Natili e il segretario regionale Cisl Università Umbria Marco Renga.

Sulla questione Sanità l’Esecutivo della Cisl Umbria si è riunito per un incontro di approfondimento, nel corso del quale è stato deciso di uscire pubblicamente allo scoperto e tentare di sbloccare l’immobilismo registrato dalla Terza Commissione Consiliare Regionale.

“E’ necessario cambiare modello di sanità per riuscire a tornare ad essere protagonisti e quindi tornare ad una mobilità attiva, come prima del 2014 – è stato affermato dai segretari -. Per fare questo servono assunzioni di personale qualificato, laddove oggi in carenza, e passare da una sanità “ospedalecentrica” ad una territoriale. Questo, oltre ad innalzare la qualità dei servizi, permetterebbe anche di abbattere le liste d’attesa”. In tal senso la Cisl Umbria sottolinea come sia strategico il ruolo del rapporto tra Regione ed Università degli Studi, che si potrà sviluppare attraverso un’intesa tra i due soggetti per l’istituzione di aziende integrate ospedale – università. A ciò la Cisl Umbria ha aggiunto la necessità di un’accellerazione della procedura di costituzione degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, evitando in tutti i modi che questi possano diventare doppioni di altre strutture.

Per la Cisl Umbria un altro strumento da mettere in atto, perseguendo sempre un processo di efficientamento del sistema sanitario pubblico che sia rispondente alle esigenze del territorio e dei suoi cittadini, è quello di sviluppare le Case di Comunità. “Le Case di Comunità, infatti, devono diventare la prima risposta per l’utenza (7 giorni su 7 e h24). Le risorse ci sono – è stato precisato -, si tratta di 130 milioni di euro che arrivano dal Pnrr da destinare proprio allo sviluppo strutturale di questo presidio territoriale”. In sostanza la Cisl Umbria, rivolgendosi alla Regione e in particolar modo alla III Commissione Consiliare Regionale, ha stilato di fronte agli organi di informazione presenti una vera e propria Road Map di obiettivi, intenti e tappe da rispettare per non cadere in quei ritardi che potrebbero creare inefficienze in un settore che deve invece essere volano di sviluppo per l’intera economia regionale, sia in termini di benessere per i cittadini che di occupazione. Prima di tutto, quindi, la partecipazione istituzionale in III Commissione Consiliare del Piano Sanitario Regionale, poi una rapida approvazione del Piano Sanitario Regionale da parte dell’Assemblea Legislativa per rendere quindi subito operativi i tavoli per la rete dei servizi e delle patologie, in modo che entro il primo semestre del prossimo anno, previa adozione da parte della Giunta Regionale, le aziende possano cominciare a predisporre gli atti aziendali.

Nell’immediato, per la Cisl Umbria, è necessario predisporre gli atti per le assunzioni del personale a tempo determinato e in somministrazione, convocando al più presto un tavolo sociale per affrontare le problematiche delle Cooperative che lavorano all’interno delle strutture. Per la popolazione over 65 sarebbe necessario soddisfare le richieste diagnostiche nell’ambito del proprio Distretto. “Dobbiamo lavorare in modo sinergico – è stato concluso – per una sanità più umana, che vada incontro (e non aspetti) il paziente”.

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