Terni, campus universitario a Pentima: per l’M5S “un modello che nasce morto”

Il gruppo consiliare ternano del Movimento Cinque Stelle

Sarà che a costruirne l’immagine hanno contribuito tanti film americani, ma la definizione “campus univeritario” fa pensare ad un luogo di studio, sì, ma anche ameno: parchi, impianti sportivi, residenze per studenti. Un’immagine bucolica quella che si para davanti agli occhi. Ma la realtà a volte è diversa.

Per esempio il campus universitario che,a Terni, si vuole costituire sulla collina di Pentima: alberi? Certo. Spazi? Anche. C’è però qualcosa che frustra ogni immaginazione. Perché questo campus universitario ternano si troverebbe collocato tra la discarica delle acciaierie, i forni fusori e le polveri di Prisciano. Il Movimento Cinque Stelle di Terni prende cappello e certi aspetti negativi li sottolinea, asggiungendo un commento caustico: “Il Campus di Pentima non è soltanto il termometro di una politica povera, miope, priva di fondamenti culturali e scientifici, ma è lo specchio dell’intera classe dirigente di una città afona che si presta ad imbiancare i sepolcri tra titoli roboanti e dichiarazioni festanti. Ma veramente Terni si è ridotta ad essere questo?”.

In una nota, il gruppo consiliare M5S afferma che “Quello che si sta costruendo potenzialmente è un modello fatto di tasse scolastiche e chemioterapie. Un investimento morto prima ancora di nascere con un progetto che vede l’Università totalmente scollegata dalla città, come un ghetto da nascondere piuttosto che un volano per il rilancio del centro storico sempre più abbandonato a se stesso. E tutti a festeggiare facendo finta di non sapere che l’aria di questa città comporta un costo di vite altissimo”.

Non si riparmiano strali all’assessore regionale all’Università e la Cultura, Paola Agabiti, “ex-sindaca della bella Scheggino”, la quale “dovrebbe conoscere il valore della qualità ambientale e dell’estetica nel marketing. Nonostante questo viene a Terni per presentare un modello di sviluppo universitario nel cuore dell’emergenza ambientale e sanitaria della città. Come se gli studenti e le loro famiglie subordinassero i rischi per la propria salute al percorso di studi. Dobbiamo ricordare lo studio S.E.N.T.I.E.R.I del Ministero della Salute?”.

Chiusura apocalittica dell’M5S: “Chi lavora in quel posto si ammala di più, i minori in età pediatrica che vivono in questo inferno hanno un eccesso di mortalità per tumore del 36% sul dato regionale, dobbiamo ricordare l’eccesso di tumori alla mammella del 16%? Come si fa a governare e progettare il futuro facendo finta che questo non esista? Quando il destino di tanti ternani ad ogni respiro è già segnato? La verità è che a forza di incredibile leggerezza dell’essere arriveremo prematuramente a non essere più”.

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