Parchi nazionali: un turismo che sia volano economico, non solo mordi e fuggi

PROPOSTE E IDEE IN UN INCONTRO NELLA SEDE DEL PARCO DEI SIBILLINI

Come migliorare la fruizione turistica delle aree parco? Con questo obiettivo si è svolto a Visso, nella sede del Parco dei Monti Sibillini, un incontro organizzato da Federparchi, in occasione dei 100 anni dei Parchi Nazionali di Abruzzo, Lazio e Molise e del Gran Paradiso. che ha visto la partecipazione sia di rappresentanti delle istituzioni territoriali che di esperti. “Il turismo è strategico per lo sviluppo e la valorizzazione dei nostri territori, ma non può ispirarsi a modelli mordi e fuggi, invasivi – ha affermato nell’aprire il confronto Andrea Spaterna, presidente del Parco dei Sibillini – Il turismo deve invece caratterizzarsi come sostenibile, consapevole, rispettoso, capace di produrre economie e stimolare nuove attività con ricadute occupazionali. Per noi questa scelta è fondamentale: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, primo in Italia e tredicesimo tra i parchi europei, ha aderito alla Carta Europea del Turismo Sostenibile strumento di pianificazione strategica e partecipata che coinvolge tutti gli attori pubblici e privati interessati al tema del turismo in una logica, appunto, di sostenibilità”.

Spaterna ha poi ricordato l’impegno dell’ente sul fronte della manutenzione ordinaria e straordinaria della sentieristica, e l’apertura verso nuove forme di fruizione turistica come il forest bathing e le piste ciclopedonali, quest’ultime finanziate anche attraverso i fondi clima, 11 milioni di euro circa, che hanno visto il parco interagire con i comuni del territorio proprio in tema di mobilità sostenibile. In questo senso va letta anche la regolamentazione dei flussi turistici per l’accesso alla fioritura della piana di Castelluccio, condivisa in primo luogo con i sindaci di Norcia, Arquata del Tronto e Castelsantangelo sul Nera. “Tutto questo – ha concluso -cercando di contemperare l’esigenza di fruizione con la tutela di un contesto ambientale bellissimo e altrettanto fragile”.

Diversi i contributi presentati, esperienze come quella di ParchiAperti, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, della Sila, dell’UNPLI, dell’ENIT, e riflessioni di carattere più generale come quelle introdotte da Stefano Landi, Agostino Agostinelli e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste in cui si è evidenziata la necessità di dare nuovo impulso al significato di sostenibilità, da assumere ormai come un dato di partenza e non più di arrivo, e a tipologie di proposte specifiche di fruizione turistica di tipo esperienziale e naturalistico.

Temi più legati al territorio sono stati quelli introdotti dai sindaci di Visso, Pieve Torina e Arquata del Tronto, ossia la necessità di considerare prioritari, insieme alla risorsa turismo, i servizi base di un territorio, dalla scuola ai presidi ospedalieri, che possono garantire quel livello di antropizzazione necessario per evitare un aggravarsi dello spopolamento. Turismo consapevole, servizi base, opportunità di lavoro, queste le parole chiave indicate dai sindaci insieme alla raccomandazione di fare presto, perché la situazione post sisma è ancora pesante e limita notevolmente la ricettività.

Giovanni Legnini, Commissario straordinario per il sisma 2016, ha sottolineato come il Parco Nazionale dei Monti Sibillini esprima la capacità di saper creare un rapporto di collaborazione e sinergia con i sindaci e con il territorio, una qualità non scontata. “L’auspicio- ha specificato -è che si colga l’enorme rilevanza che il territorio vive in questo momento: l’incrocio tra il processo di ricostruzione e i nuovi percorsi di sviluppo contiene potenzialità fondamentali che non debbono essere sprecate”, anche sul piano del turismo.

A chiudere il dibattito, l’intervento di Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, il quale ha rimarcato l’importanza e la qualità dei contributi dei partecipanti intervenuti. “Il turismo sostenibile va fatto ovunque, figuriamoci nei parchi” ha sottolineato. “Ma è importante approntare una fruizione regolamentata per le aree particolarmente fragili, ad esempio affidandola a guide specializzate, tutelando quindi ambiente e biodiversità. Il ruolo delle guide” ha concluso “è fondamentale per godere appieno la bellezza della natura in un parco, un modello che va potenziato e replicato prendendo spunto da esperienze che già funzionano in vari contesti”.

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