“Ella non sa chi sono io!”: è bagarre in consiglio per il teatro Verdi

Sarà colpa del gran caldo sopportato durante l’estate, o sarà l’effetto del week end da paura vissuto la settimana scorsa tra musiche, feste, cotillons, triack track eccetera eccetera. Oppure forse tutto è dipeso dall’adrenalina rimasta in circolo e prodotta sugli spalti del Liberati durante il derby vittorioso della Ternana sul Perugia. Altro che cliniche private o quisquillie del genere, lu pallone è lu pallone. Va tenuto conto, forse, anche di un altro fattore. Il consiglio comunale di Terni si è tenuto, lunedì scorso, “in trasferta”. Sai com’è, trovarsi in una sede diversa da quella abituale può fare brutti scherzi. Una cosa è il sentirsi adagiati e risucchiati nel “clima” più o meno rinascimentale di Palazzo Spada ed un’altra trovarsi immersi in un’architettura che una certa scintilla al cuore la produce sempre, fiamma o non fiamma, ossia in quell’aula consiliare della Provincia disegnata da Cesare Bazzani negli anni Venti del Novecento.

Fattostà che la riunione del consiglio comunale di Terni tenutasi appunto in trasferta a viale della Stazione, alla fine, è stata tutta particolare. Erano stati tutti tanto carucci fin dall’inizio: erano andati avanti in un’atmosfera talmente soporifera da consigliare allo sparuto spettatore on line, di indossare pantaloni alla zuava, quelli stretti in fondo. Poi, d’improvviso lo scontro. Si parlava del Verdi, il teatro Verdi: un qualcosa che a Terni oramai sopravvive solo nella memoria degli anziani tanto che qualcuno manco ci crede che Terni abbia mai avuto un teatro vero.

Eppure, per crederci, basterebbe considerare che di personaggi da teatro non è avaro il panorama del consiglio comunale. Il presidente della seduta, Francesco Maria Ferranti, ha fatto il capoclasse ed ha ammonito il consigliere Emanuele Fiorini che protestava per il rinvio in commissione di una relazione giù discussa ed approvata, relativa proprio al teatro Verdi. Altri soldi da spendere in gettoni di presenza – diceva più o meno il consigliere – mentre qui tutti stanno a fare i conti con bollette mostruose e inflazione galoppante. I toni sono stati ritenuti troppo alti dal presidente. Nel reagire all’ammonizione Fiorini se ne è un po’ passato replicando – con linguaggio quasi infermieristico – che lui l’ammonizione del presidente se la sbatteva “sull’ano”, condendo l’espressione col darsi un paio di vigorose pacche sulla chiappa destra (gluteo, in linguaggio tecnico). Ha perso le staffe, Fiorini, ma il primo ad usare parole non acconce era stato proprio il presidente Ferranti: “Ella non ha la parola”, aveva detto a Fiorini. Ella? Ma Ella a chi! Mica so’ tu sorella!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...