Ast: la visita del Ministro e le critiche della Cgil ternana

Il Ministro Giorgetti all’Ast (Foto Ansa)

Più che altro è sembrata uno “spottone” elettorale la visita del ministro allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti all’Ast di Terni. Basta guardare la foto “ufficiale” che è, sì, una parata di rappresentanti delle Istituzioni, ma – insomma – dalla presidente della Regione, a quella dellla Provincia, al sindaco di Terni, all’assessore regionale “omologo” del ministro, l’impressione è che ci si trovi al cospetto di una “passerella” di una coalizione. D’altra parte sono loro i rappresentanti dei vertici del governo umbro ai vari livelli, scelti dagli elettori mentre va notato che – correttamente – non c’era ombra di candidati locali. Passerelle del genere non sorprendono, dato che se ne sono viste anche in passato, quando a governare non era il centrodestra.

E’ più interessante soffermarsi su un’altra questione: quali novità per le faccende legate alle acciaerie ha annunciato il Ministro? Giorgetti ha riferito che l’accordo di programma sull’Ast non è fermo, che produzione e utilizzo di idrogeno verde è “una parte importante del progetto di ristrutturazione e rilancio dell’acciaieria, che arriva dal Pnrr”, ma per questo la competenza è del ministero della transizione ecologica e non del Mise; che il discorso sull’idrogeno è comunque “un po’ più complicato” rispetto a tutto il resto.

Comunque ottimismo: perché, nelle dichiarazioni riferite dall’agenzia Ansa, il ministro Giorgetti ha così concluso “Per quanto riguarda il Mise siamo già al traguardo, e nella parte relativa all’idrogeno, che dipende dal Pnrr, siamo all’ultimo chilometro”.

A posto, quindi. C’è una “coda” in una presa di posizione critica della Cgil di Terni. Non, come potrebbe sembrare, una semplice di “scenata di gelosia”, comunque. Loro, quelli del sindacato in generale, non c’erano alla visita a fianco di Giorgetti. Ma il segretario della Cgil  di Terni, Claudio Cipolla e quello della Fiom, Alessandro Rampiconi, qualche sottolineatura vogliono farla. “Sapendo che non è dovuto l’invito né la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali, riteniamo essere un’occasione persa da parte delle istituzioni locali, regionali e nazionali l’esclusione delle rappresentanze del lavoro, in quanto avrebbero potuto dare un contributo utile alle prospettive future del territorio”, scrivono in una nota congiunta Cipolla e Rampiconi, i quali preso atto delle comunicazione del Ministro si chiedono “Quali sono gli impegni che assumono i ministeri competenti e le istituzioni locali?”; quando si avvierà “la discussione sul piano industriale?”. Perché, secondo la Cgil, “Non è condivisibile il continuo rinvio di questa discussione” dato che “In Ast le scelte si stanno compiendo dentro linee guida annunciate, ma che non trovano momenti di approfondimento, confronto e condivisione sia sugli investimenti, che sui volumi e i mix produttivi, sui mercati di riferimento e sulle garanzie occupazionali non solo dei diretti ma anche degli appalti operanti nel sito. È preoccupante rimanere in questa fase di stallo vista anche la crisi generata dalla guerra che ha messo fuori controllo i costi dell’energia e di alcune leghe essenziali alla produzione di acciaio inossidabile”.

I due esponenti del sindacato concludono affermando che si sarebbero aspettate ben altre comunicazioni dal ministro. Del tipo: “A che punto sta il piano nazionale della siderurgia? Come si inserirà in questo la stategicità delle produzioni di acciai speciali?”.

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