Bollette super: la protesta è cominciata e andrà avanti sino a venerdì

Lupi confcommercio
La manifestazione davanti alla Prefettura di Terni

Alcuni settori – alberghi, ristorazione, campeggi, vendite di mobili, panetterie-pasticcerie, supermercati, ingrossi, tanto per citare qualche esempio – sono più colpiti ma, dalle piccole alle grandi, non c’è attività del commercio, turismo e servizi che non debba fare i conti con gli aumenti vertiginosi delle bollette di luce e gas. Aumenti così impattanti sul loro futuro da indurle alla protesta plateale. Così il 5 settembre gli imprenditori del commercio, turismo e servizi dalle 11 di lunedì 5 settembre hanno animato un presidio in contemporanea in 13 città umbre , aderendo all’ iniziativa di Confcommercio Umbria “NON spegnete l’Italia, NON spegnete il Futuro”.

Una protesta simbolica, che ha voluto rappresentare un livello di esasperazione e preoccupazione altissimo. Ben in evidenza cartelli con alcuni esempi di aumenti di bollette: i costi sono mediamente triplicati rispetto agli stessi mesi del 2021, ma in alcuni casi gli aumenti sono ancora più clamorosi. Sono state bruciate le copie delle bollette arrivate recentemente alle imprese.

Una situazione che riguarda anche le famiglie costrette a confrontarsi con aumenti vertiginosi ed insostenibili. La protesta continua prevedendo lo spegnimento di luci e insegne delle imprese , escluse quelle in attività, durante le ore notturne dalle 20 di lunedì 5 fino a venerdì 9 settembre. A Terni, dopo la manifestazione di protesta, una delegazione di Confcommercio, guidata dal Presidente Stefano Lupi, ha incontrato il Prefetto, Giovanni Bruno, unitamente al Sindaco di Terni, Leonardo Latini, ed alla Presidente della Provincia di Terni, Laura Pernazza.​ “Nell’incontro- afferma il Presidente Stefano Lupi- abbiamo avuto modo di rappresentare al Prefetto le enormi difficoltà e criticità che le imprese stanno affrontandoa causa degli aumenti dei costi dell’energia, visto che si tratta di rincari del più 300%/400% rispetto a quelle degli anni precedenti, con una incidenza sui costi di gestione altissima. Molte imprese non potranno andare avanti, se non saranno posti freni agli aumenti, dovendo ricorrere a soluzioni estreme. Tanti chiuderanno piuttosto che tenere aperto, visti gli elevati costi. Tale scelta riflette la drammatica situazione in cui versano gli imprenditori. Siamo consapevoli dell’impatto sociale e occupazionale che ne scaturisce: perdita di posti di lavoro, contrazione dei consumi ed innalzamento dell’inflazione.” Il Prefetto e gli altri rappresentanti istituzionali presenti hanno condiviso le preoccupazioni per gli
effetti economici e sociali del “caro bollette”, raccogliendo le istanze avanzate dalla Confcommercio Terni, dichiarandosi disponibili, per quanto di rispettiva competenza, ad affrontare questa vera e propria emergenza e ad attivare una forte collaborazione tra tutti gli attori istituzionali, del mondo della rappresentanza economica e del sociale nella gestione delle criticità che ne deriveranno.

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