Stroncone, terra di francescani, celebra il Beato Antonio Vici

Bedato Antonio Vici Stroncone

Stroncone è la città dell’Umbria meridionale più legata all’identità e alla tradizione francescana. Stroncone è il territorio d’origine di eminenti figure di frati minori: non solo il patrono della città, il beato Antonio Vici, ma anche il beato Giovanni da Stroncone e due dei protomartiri francescani, San Ottone e San Accursio. Il convento di San Francesco è, dalla sua fondazione nel 1213, fulcro essenziale della vita religiosa e civile stronconese e meta di pellegrinaggi.

La parrocchia di San Michele arcangelo e San Nicola e i frati minori che reggono il santuario dedicato al beato Antonio Vici celebrano la ricorrenza con varie manifestazioni. Mercoledì 17 agosto alle ore 20 è stato inaugurato il restauro della cappella del Beato Antonio presso il Santuario, alla preasenza della restauratrice Daniela Montaldo, del sindaco di Stroncone Giuseppe Malvetani, Giorgio Angeletti storico.

In programma anche il triduo di preparazione alla festa, presieduto da padre Alfio Vespoli Definitore, Ofm Umbria e Sardegna il 18 agosto alle ore 18.00 con la messa e atto di affidamento degli anziani; il 19 agosto ore 18 la messa e atto di affidamento dei bambini (i bambini presenteranno al Beato Antonio un disegno a lui dedicato); il 20 agosto alle ore 11 riconsegna dell’Autentica dello »zucchetto» del Beato Antonio da parte del Nucleo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dell’Aquila, e alle ore 18 messa  e atto di affidamento delle coppie di sposi nel loro 25° e 50° anniversario di matrimonio.

Domenica 21 agosto alle ore 11 la messa nel corso della quale sarà consegnato l’attestato di merito ai portatori della Statua Pellegrina del Beato. Alle ore 18 la messa sarà presieduta da padre Pietro Messa frate minore della Pontificia Università Antonianum, con il dono della “Rosa per il Beato Antonio” da parte dell’Ente Agosto Stronconese. Seguirà la processione con la Statua del Beato Antonio per le vie del paese. La banda musicale di Stroncone A.p.s. accompagnerà l’evento.

Il Beato Antonio Vici – Era il 1381, e a Stroncone, in una casa signorile situata lungo quella che oggi è via Vici, nacque Antonio, oggi patrono della cittadina che in agosto ne celebra la memoria. Figlio di nobile famiglia, all’età di 14 anni volle seguire lo zio Fra Giovanni, vestendo l’abito religioso nel convento francescano di Stroncone, dove fece noviziato e vi emise la professione religiosa. Mandato poi a Fiesole, lì svolse anche l’ufficio di vice maestro dei novizi. Successivamente venne mandato nella Maremma Toscana, a Piombino e in Corsica, per diffondevi il movimento dell’Osservanza. Tornò poi in Umbria, dove per trenta anni, fu il questuante dell’Eremo delle Carceri di Assisi. Proprio ad Assisi, presso San Damiano, morì il 7 febbraio dell’anno 1461, dopo una lunga vita di fede e santità. Un anno dopo dalla sua morte, il suo corpo intatto fu riesumato e posto in venerazione. A riconoscerne il culto fu poi Papa Innocenzo XI, il 28 giugno del 1687.

Padre Angelico Coletti, nel 1809 si fece portavoce del sentimento del popolo di Stroncone, che da anni voleva riavere tra sé il corpo dell’amato beato. Nato a Stroncone il 25 luglio del 1768, Angelico divenne frate minore alla Porziuncola il 7 agosto 1783. Per tanti anni guardiano del convento di San Francesco di Stroncone, lettore generale di Sacra Teologia, due volte segretario provinciale e tre volte definitore. Fece affrescare l’abside della chiesa di San Francesco di Stroncone e ne arricchì biblioteca e sacrestia, oltre a far rifare l’antico organo. Morì nel convento il 10 gennaio 1847. Padre Angelico, riuscì a commuovere Papa Pio VII che acconsentì al trasferimento nella chiesa di S. Francesco di Stroncone. La sera del 27 agosto 1809, Padre Angelico tornò da Assisi a Stroncone, con i 20 uomini, due cavalli e 3 carretti che lo avevano accompagnato nell’impresa. ù

Il corpo del Beato Antonio aveva fatto finalmente ritorno nella sua terra natia ed il popolo di Stroncone poteva gioire di questo evento a lungo desiderato.

Da questi fatti prendono le mosse le rievocazioni storiche ormai tradizionali dell’Agosto stronconese.

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