Motogiro d’Italia: Tomassini strappa in extremis la vittoria a Willesme

La partenza da Pescara

Si è conclusa a Pescara, da dove era partita, la trentunesima edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, organizzata dal Moto Club Terni Libero Liberati- Paolo Pileri e realizzata in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e Internazionale.

I vincitori: (da sin.) Liberati (Heritage), Cassel (Classic), Tomassini (ass.), Angelini (Motogiro),Carboni (Vintage)

E’ stata quella del 2022 un’edizione tornata a svolgersi come tradizione a fine maggio dopo che per due anni si era tenuta ad inizio autunno per i problemi legati alla pandemia del Covid. Gli organizzatori hanno scelto un percorso in parte inedito snodatosi lungo la costa adriatica e l’Appennino centrale che è stato molto apprezzato dai partecipanti e che si è concluso in modo avvincente solo all’ultima prova speciale delle diciotto in programma con un distacco di meno di un secondo fra il vincitore Marco Tomassini in sella a una Gilera 175 Super Sport del 1957 e l’eterno rivale e amico, l’olandese  Eric Willesme su Guzzi Lodola GT del 1956 che ha portato la maglia di leader per l’intero percorso, per poi perderla proprio in dirittura d’arrivo.

Willesme già vincitore nel 2017 e di alcune edizioni precedenti era partito fortissimo dominando le prime due frazioni, perdendo di poco la terza per poi tornare a vincere la quarta. A questo punto tutto sembrava deciso, ma Tomassini non ha mai mollato e nelle due tappe finali ha sfoderato la classe e l’abilità con il cronometro che lo distinguono ed è riuscito nell’incredibile rimonta, confermandosi così come uno dei più forti piloti di questa specialità a livello mondiale. Nel palmares del chirurgo plastico folignate figurano infatti oltre diversi Motogiri anche tutte le altre classiche della specialità moto d’epoca.

A fare da terzo incomodo è stato il lombardo di Ceriano Laghetto Giacomo Viganò che su una Moto Morini GT del 1955 si è aggiudicato la quarta tappa, aiutando involontariamente il vincitore in quanto ha tolto punti pesanti a Willesme, permettendogli così di conquistare alla fine il terzo gradino del podio. Quarto, ma lontano dai primi tre l’altro brianzolo Paolo Mattioli su Morini Tre Sette del 1956 il quale ha regolato il piemontese Attilio Eriale che ha guidato una splendida Bianchi Tonale GT del 1957.

Nella categoria Vintage ha dominato il romano Franco Carboni su Vespa Piaggio 150 del 1969. Troppo forte l’espertissimo portacolori del Vespa Club Roma che ha vinto tutte le speciali, mentre è stata apertissima la lotta per la piazza d’onore che alla fine per un solo punto è andata all’altro romano Paolo Penso su Motobi Sport Special che ha avuto la meglio sul concittadino Paolo Ryan su Gilera Autostrada 5V. Da segnalare in questa classe la presenza del pluricampione italiano di moto cross degli anni settanta Italo Forni all’esordio in questa gran fondo con un sidecar BMW R69 “scortato” per tutto il tragitto dalla moglie Rossella Rampi su una Morini Turismo del 1957.

Il tedesco Michael Cassel ha ribadito la sua supremazia nella categoria Classic, il pilota della Benelli 6 già vincitore delle due precedenti edizioni, non ha avuto rivali nemmeno in questa, dove ha preceduto il connazionale Bernard Witte in sella a una BMW R50 S, immediatamente alle sue spalle si è classificato il pesarese Fabrizio Siliquini con una BMW R90.

Marzaroli

Bella lotta nella categoria Motogiro, la più affollata visto che è una classe turistica aperta alle moto attuali, con vittoria finale andata al perugino Andrea Angiolini su Honda XL 350 R che ha preceduto il giornalista romano Claudio Antonaci su una Benelli concessa direttamente dalla casa pesarese. Terzo ma lontano dai primi due il romano Francesco Muroni su Vespa Piaggio 150 PX. In gara in questa classe anche il tre volte iridato Pierpaolo Bianchi, anch’egli su una Benelli ufficiale giunto ottavo e che ha nettamente migliorato il piazzamento delle precedenti edizioni. “Alla fine – ha dichiarato l’ex campione del mondo – imparo anche ad andare piano, rispettando i tempi imposti, a differenza di quanto correvo nella velocità dove lottavo sempre con il cronometro, ma in quel caso limando i centesimi a ribasso”.

Infine il ternano Luciano Liberati, nipote del compianto campione del mondo, ha vinto la categoria Heritage, nonostante qualche problema al cambio nell’ultima tappa alla sua Guzzi Falcone 500. In totale clima pioneristico, come ai tempi del Motogiro agonistico, ha sostituito la molla di ritorno con il classico elastico fatto con un pezzo di camera d’aria, problema risolto a gara chiusa al primo posto.

Come tradizione anche il Motogiro 2022 si è svolto su sei tappe. Partenza da Pescara, le frazioni successive si sono concluse a Polignano a Mare, Santa Maria di Leuca, Matera, Campobasso e arrivo a Pescara il 29 maggio, dopo circa 1650 chilometri. In ogni tappa la carovana si è più volte fermata per prove speciali e punti ristoro in numerosi borghi e cittadine dove è stata sempre accolta con tantissimo calore oltre che dagli abitanti anche dalle amministrazioni locali, pro loco, moto club e associazioni sportive varie.

Impossibile raccontarle tutte, ma indubbiamente non si può dimenticare quanto organizzato a Serracapriola, Bisceglie, Torre Mileto, Noicattaro, Ceglie Messapica, San Vito dei Normanni, Avetrana, Villa Castelli, Grottaglie e Palagianello dove in memoria di Tonino Capito, simbolo per anni del motociclismo tarantino, l’intera città con la sindaca in testa, ha salutato l’arrivo del Motogiro con un grande buffet e omaggi enogastronomici per tutti i partecipanti. E che dire di quanto accaduto a Lavello dove tutte le scolaresche sono scese in piazza ad applaudire l’arrivo di ogni concorrente e poi il saluto finale con il volo di due splendidi rapaci: una poiana sudamericana e un falco siberiano, magistralmente addestrati dal falconiere Donato Massari che mantiene viva una tradizione plurisecolare che in città risale addirittura ai normanni. Ma non hanno voluto essere da meno anche i piccoli comuni ad esempio Motta Montecorvino nel foggiano che ha fatto scendere in piazza tutti gli scolari del paese – ben diciotto in otto classi con cinque insegnati fra elementari e medie – e tutti a raccontare la storia del loro monumento simbolo: una maestosa quercia di quasi mille anni abbarbicata fra le case nel centro del paese e infine, ma solo perché era l’ultima tappa, la colazione a Torella del Sannio a base di uova al tegamino e pancetta croccante  accompagnate da un vinello rosso “leggero” appena quindici gradi, il tutto per oltre duecento persone, “E’ il nostro modo di salutare gli ospiti durante le feste del paese”  ha dichiarato Giampiero, il factotum della Pro loco.  

Come sempre tutto si è concluso con la cena di gala finale e le premiazioni dei vincitori, in questa circostanza un premio speciale è stato consegnato alla famiglia inglese di origine italiana Marzaroli che insieme al padre Peter ha visto la presenza dei figli Matthew e Amy tutti in sella a tre BSA sport 160 2T. E’ stata questa anche l’occasione per il presidente del Moto Club Terni Massimo Mansueti di fare il bilancio di questa edizione che pur risentendo degli eventi bellici in Ucraina, che ha visto rinunciare tutti gli statunitensi all’ultimo momento, ha contato più di sessanta partecipanti quasi tutti arrivati al traguardo. Per il 2023 sono già allo studio diverse ipotesi di percorso, sicuramente si tornerà al centro-nord, ma tutto verrà svelato a fine estate.

Foto Domenico Vallorini

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