Blocco dei fondi per le periferie: Terni ci rimette dieci milioni.

Cgil e Sunia: “Fondi necessari per una città in crisi”. 

Potere al Popolo: “Le clamorose contraddizioni del Governo giallo-verde”

TERNI – Tra le convenzioni congelate a causa del blocco di una parte dei fondi relativi al “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie”, ce ne sono alcune che riguardano Terni. Si tratta di fondi per dieci milioni di euro su cui la discussione in aula per trovare le coperture economiche necessarie è rimandata a settembre. Si tratta di risorse “che per questo territorio – scrivono in un comunicato congiunto Cgil Terni e Sunia – visti anche
i dati che certificano impietosamente il perdurare dello stato di crisi, erano e restano fondamentali”, il cui venir meno è un “fatto decisamente preoccupante che non deve lasciare tranquillo nessuno degli attori sociali e politici”.
“Da circa due anni – afferma il segretario generale della Cgil, Attilio Romanelli  –sosteniamo che le risorse messe a disposizione dal “Bando per la riqualificazione urbana dei comuni capoluogo” rappresentano un’occasione importante per innescare processi virtuosi di  miglioramento del decoro urbano, sviluppo della mobilità sostenibile, inclusione sociale e rafforzamento dei servizi, e non abbiamo affatto cambiato idea. Anzi – prosegue – oggi di quelle risorse c’è più bisogno che mai per poter  intervenire quanto prima su tre grandi questioni, che non è più possibile rinviare. La prima è la grande necessità di creare occupazione, anche in edilizia, un settore che la crisi ha letteralmente devastato; poi c’è il tema della povertà, che ha a molto che fare anche con la questione abitativa; infine c’è il bisogno di ripensare la città, sia in chiave di mobilità sostenibile (che significa anche incidere in positivo sulla qualità dell’ambiente) che di welfare urbano2.
Il segretario del Sunia di Terni, Romolo Bartolucci, stigmatizza la scarsa attenzione che il Comune di Terni ha riservato, anche in passato, al tema del sociale, “formulando progetti per 10 milioni di euro quando il Bando periferie dava la possibilità di vedersi finanziare interventi per 18 milioni.
L’aver elaborato progetti di intervento urbano per circa la metà della cifra ammessa a finanziamento – afferma Bartolucci – dà la cifra di quanto si sia sottovalutato il tema dell’emergenza sociale in questa città. Come se le nostre periferie urbane non avessero bisogno di interventi che permettano non solo di riqualificare le aree di degrado, ma anche di aggredire il problema abitativo recuperando il patrimonio edilizio esistente e rendendolo disponibile per le assegnazioni».
Sulla questione va registrata anche la dura presa di posizione di Potere al Popolo che in una nota sostiene che “la decisione del Governo rappresenta un nuovo duro colpo alla città di Terni, già pesantemente colpita dalla crisi e dal commissariamento del comune. Oltre 10  milioni di euro di taglio al bando periferie si tradurranno in meno investimenti, meno attività delle imprese, meno posti di lavoro, ulteriore degrado delle periferie”.
“Di questo i ternani – continua la nota di Potere al Popolo – possono ringraziare la nuova maggioranza giallo-verde tanto quanto la finta opposizione PD e FI per il voto unanime in Senato. È curioso notare che i partiti protagonisti di campagne elettorali demagogiche sulla sicurezza, alle politiche ed alle amministrative, alla prima prova concreta, la riqualificazione delle periferie, tema strategicamente legato alla sicurezza, cadano immediatamente in contraddizione”.

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