Terni: palazzo Spada, il consiglio e il disagio del cavallo

Il più scontento è il cavallo dipinto sulla volta dell’aula di Palazzo Spada. Lo spettacolo fornito dal consiglio comunale l’ha fatto diventare cavalla. Una mutazione avvenuta con gran fragore di pezzi che precipitavano sul pavimento.
D’altra parte anche lui, il cavallo, è ormai “umano” dopo tanti decenni passati a sentire discorsi più o meno brillanti, più o meno seri; ad osservare da lassù quel che succedeva quaggiù, sotto la maestosità dei particolari che Karol Van Mander- l’affrescatore di Palazzo Spada – a suo tempo gli riconobbe. Il cavallo ha reagito come coloro cui cadono le braccia al cospetto di spettacoli avvilenti quali le riunioni del consiglio comunale ternano.
Si va dall’interruzione a metà del discorso togliendo la parola usando l’autorità dell’incarico, come ha fatto il presidente del consiglio comunale Francesco Maria Ferranti; alle urla (malattia contagiosa?), alle minacce di far intervenire la forza pubblica (un vigile urbano sovrappeso) fino ai consigli di “farsi vedere da uno bravo”, come quello rivolto dal  consigliere leghista Emanuele Fiorini al Piddino Valdimiro Orsini.
Orsini, ormai, ha deciso di interpretare il ruolo di rappresentante della minoarnza indossando l’elmetto e sdraiandosi in trincea e sparacchiare di qua e di là. Vanno aggiunti i continui richiami del disastro combinato da ”quelli di prima”, una faccenda ormai assodata tanto è vero che gli elettori li hanno puniti falcidiandone in tutti i sensi la presenza in consiglio comunale.I l passato è passato, chi ha sbagliato pagherà, sono in corso gli accertamenti da parte di chi ha il compito istituzionale di farli, non spetta ad altri la toga del giudice; né ai consiglieri con l’elmetto, né ad uno nuovo e rampante, né a vecchi presuntuosi magari riciclati.
E allora avanti! Invece pare di capire che ci sarà ancora un’altra coda di polemiche dopo quelle legate alla vicenda dei consiglieri comunali smemorati, i quali comunque hanno sanato le situazioni debitorie che li rendevano non compatibili. La coda è annunciata da Thomas De Luca, Cinquestelle, il quale ha detto che chiederà adesso anche l’esame delle fedine penali di tutti i consiglieri. Attenzione però, perché certe strade sono lunghe, tortuose e potrebbero paralizzare ancora per mesi il concesso cittadino, senza contare che ad andare a spulciare le carte potrebbero venir fuori chissà quali sorprese. I Cinquestelle comunque sono all’opposizione, e in seno a questa, all’opposizione degli altri di opposizione. Sono insomma rivoluzionari e ad un tempo controrivoluzionari, il che, oltre a generare una gran confusione, vuol dire che tutto rimane fermo com’è.
Guardiamo avanti, perché i problemi da affrontare ci sono, parecchi e grossi. Almeno bisognerebbe che la fase del cambiamento politico, anche a Terni,  cominciasse anche timidamente a farsi notare, se non altro per il fatto che più tempo passa e meno credibile è lo scaricabarile su quelli di prima. Infatti,  come disse il “filosofo” Fiorini mentre consigliava ad Orsini una bella visita, “i cittadini non sono stupidi”. Per dirla con Forrest Gump: “Stupido è chi stupido fa”.

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