Rasoiata alla moglie che non torna con lui

Per una rasoiata alla moglie che non voleva tornare con lui, alla fine si prese cinque anni di reclusione, perché a conclusione del processo di appello, il 28 giugno 1952, la Corte d’Assise di Perugia, gli riconobbe la parziale infermità mentale. Ma lui, Gino Rapo, la rasoiata al collo della moglie l’aveva data per uccidere. O almeno così la pensavano gli accusatori. Lui si era sempre difeso sostenendo il movente passionale, che era considerata – sperava – come un’attenuante.

Gino Rapo, comunque, era uno abbastanza conosciuto alla cronaca nera e giudiziaria: dal furto di galline, alle rapine. Insomma si arrangiava così. La moglie, stanca dei continui maltrattamenti, lo aveva lasciato, si erano separati. Ma lui non demordeva: sempre più spesso contattava la donna chiedendole di tornare con lui. Alla fine lei promise: “Se ti trovi un lavoro torno a casa”. Solo che lavorare stanca e poi Gino aveva una fedina penale bella lunga e non trovò molto porte aperte. Ma lui alla moglie disse che il lavoro lo aveva trovato anche se non era vero, quindi lei doveva mantenere la promessa fatta. Ma siccome la donna non si fidava, alla fine, Gino andò a trovarla in via Santa Lucia a Perugia e l’aggredì colpendola con una rasoiata al collo. La donna riuscì a sottrarsi chissà come a ulteriori colpi, ma il primo le aveva comunque procurato ferite d una certa serietà.

Finito davanti ai giudii della corte d’assise con l’accusa di tentato uxoricidio. In primo grado fu condannato a sette anni, in appello lo “sconto” di due anni e il riconoscimento della parziale infermità di mente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...