Olio di ricino purgato

Prete “purgato”, condannati due squadristi di Gubbio

6 giugno 1923

Olio di ricino: tre bicchieri fu costretto a ingoiarne, a Gubbio, il canonico don Francesco Paleari. Era ritenuto responsabile di “corrispondenze su un giornale romano in cui si criticavano pretese violenze fasciste”. Bugie, evidentemente. Che andavano punite, per cui una squadraccia – senza rendersi conto che nei fatti confermava la veridicità delle accuse rivolte dalle colonne di quel giornale – pensò di “metterlo a posto”, il canonico. E così lo bloccarono nel tardo pomeriggio del 27 gennaio di quell’anno e lo “purgarono” ben bene.

Ma il canonico non si lasciò tanto intimidire e presentò denuncia. Il 6 giugno del 1923 i componenti la squadraccia si ritrovarono così davanti al tribunale di Perugia. Cinque dei sette imputati furono assolti per insufficienza di prove, mentre due, il conte Giuseppe Fabriani e “il signor Gaetano Lauri” furono condannati a dieci mesi di reclusione e a 500 lire di multa. Ben per loro che c’era l’indulto e così ebbero scontati tre mesi di reclusione e la multa di 500 lire.

®Riproduzione riservata

Sopra il titolo: Fotogramma da "Amarcord" di Federico Fellini
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