Pennsylvania lite tra emigrati perugini: ci scappa il morto

30 aprile 1928

A Gubbio, finisce in carcere un giovane di 29 anni: è accusato di un omicidio commesso negli stati Uniti, dov’era emigrato in cerca di fortuna ed era arrivato a Scranton, una città della Pennsylvania, tra i principali centri di un bacino che era caratterizzato dalle miniere di carbone. Un lavoro duro. Così, quando cinque anni prima dell’arresto Giuseppe Picotti ritornò dalla Pennsylvania, a Gubbio devono aver pensato che forse l’America non era tutto quell’oro che sembrava, tanto è vero che Giuseppe, che allora aveva 24 anni, aveva rinunciato all’avventura e s’era aperto un negozio di barbiere. Sempre meglio che fare il minatore…

Il problema era che Picotti mica era ritornato per questo. E’ che negli Stati Uniti era , appunto, ricercato per omicidio.

Pennsylvania, scranton miniera
Una grande miniera di carbone a Scranton in un’immagine di un secolo fa

A Scranton, nel novembre del ‘23, aveva ucciso a revolverate un emigrato perugino di trent’anni, Egisto Milioni. I due partecipavano ad una festa di emigrati italiani in casa di una famiglia umbra che viveva negli Usa già da tempo. Non si sa perché ad un certo punto i due litigarono, Milioni sferrò un pugno al Picotti che per tutta risposta estrasse una rivoltella e sparò. Milioni fu colpito alla gola e morì in pochi secondi, mentre il suo omicida si dileguò, facendo perdere le tracce.

Chissà come riuscì a tornare a Gubbio dove decise di campare facendo barba e capelli ai suoi concittadini.

Passati più di cinque anni, i parenti di Egisto Milioni, che abitavano a Perugia, ricevettero i giornali della Pennsylvania in cui si raccontava dell’omicidio, si faceva il nome dell’assassino e se ne pubblicava anche la fotografia.

La Procura perugina aprì subito l’indagine, interrogò Picotti il quale negò: sì, lui c’era a quella festa e aveva visto tutto, ma non aveva preso parte alla rissa, spiegò. Non gli credettero e lo arrestarono.

Ai primi di novembre del 1929 ci fu il processo in Corte d’Assise a Perugia. Nell’occasione l’imputato non negò le proprie responsabilità, ma sostenne la tesi di aver agito per legittima difesa, poiché era stato Milioni ad aggredirlo.

La tesi difensiva fu accolta dalla Corte d’Assise che quindi lo assolse dall’accusa di omicidio volontario.

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