Raid nei campi: per dispetto tagliati ulivi e viti

Il 28 marzo 1886

Qualcuno tentò un bilancio sommario dei danni provocati da alcuni raid in alcuni poderi del territorio provinciale di Perugia, dove ci fu chi passò una nottata intera a tagliare viti ed ulivi, a centinaia, col solo scopo di fare danno, giusto per fare un dispetto.

Fu il cronista dell’Unione Liberale il quale, pubblicando una breve notizia, individuava nella vendetta di qualcuno il movente: “Lo si arguisce dal fatto che le piante furono lasciate sul luogo”, spiegava.

A far sorgere qualche dubbio c’era però il fatto che gli episodi s’erano ripetuti in centri relativamente lontani tra di loro. A Spoleto furono tagiate 52 viti, nel podere di “certo Settimi Pietro. A Rieti, a certo Palombi Pietro ne tagliarono 15 e ad un certo Lupi 20 ulivi”. Ma il fatto più grave, concludeva la sua breve nota il cronista perugino dell’Unione, fu quello di Terni “ove al signor Mansueti Domenico tagliarono ben 1500 ulivi, cagionandogli un danno di oltre tremila lire”.

®Riproduzione riservata

 

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