Teatro Verdi, la guerra, le bombe e il progetto del Poletti

Non nacque teatro. Nel XIII secolo, il libero Comune di Terni decise di costruire un palazzo per ospitare il magistrato municipale e i priori che da tempo si riunivano nella chiesa di San Francesco o nell’abitazione di qualcuno tra loro.

Il teatro Verdi, realizzato su progetto di Luigi Poletti, e i lavori di ricostruzione dopo il passaggio dei bombardieri della seconda guerra mondiale

Si acquistarono così alcune casupole nel rione Fabri. Al loro posto, una volta demolite, fu costruito il Palazzo dei Priori, che sorgeva così lungo la strada principale della città, la Flaminia. Oggi è Corso Vecchio. Quel palazzo, col passare dei secoli, e dopo una serie di vicissitudini è diventato il teatro comunale verso la metà dell’Ottocento; qualche decennio dopo fu intitolato a Giuseppe Verdi.

Il teatro sorse sulle macerie del palazzo dei Priori, di cui rimase solo la scalinata esterna. Nel frattempo, comunque, il Municipio s’era spostato a Palazzo Carrara, mentre per Palazzo dei Priori si scelse l’utilizzazione come forno pubblico cittadino.

Quando il forno fu chiuso lo stabile rimase inutilizzato e così, considerato che il teatro Goldoni era diventato insufficiente, si decise di intervenire su quella costruzione per dotarsi di una struttura più consona alla città. Le fondamenta del palazzo erano insicure e fu necessario demolire praticamente tutto. Il teatro fu costruito su progetto di Luigi Poletti, che vinse la concorrenza di un architetto perugino. Era pur sempre il “pregiato Architetto Pontificio dei Sacri Palazzi Apostolici”, il quale. Comunque realizzò una delle sue opere meglio riuscite, ritenuta di pregio per gli stucchi,  i dipinti e gli arredi dell’interno. Tutto andò però distrutto nel corso della guerra, le bombe non risparmiarono il Verdi al cui posto rimase una voragine. Il teatro fu di nuovo ricostruito ma stucchi e affreschi e arredi, erano andati perduti per sempre.

Si salvò solo la vecchia, antica scalinata esterna.

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