Al Banco di Napoli in corso Tacito a Terni “colpo” da sessanta milioni

11 marzo 1955

La notte tra il 10 e l’11 marzo nella sede ternana del Banco di Napoli, in corso Tacito, erano entrati i ladri che s’erano impossessati di titoli di Stato per un valore di 33 milioni di lire, che, ad un successivo accertamento, diventarono 60 milioni. Un furto che rimase per diverso tempo impunito, almeno fino a quando, alla fine di aprile, un uomo, che poi si accertò era un agente di cambio, non si presentò a Milano, presso la sede della banca chiedendo di riscuotere alcuni titoli di Stato per un valore di 18 milioni e 485 mila lire. Una bella somma per l’epoca, per cui gli impiegati milanesi del banco di Napoli svolsero accurati accertamenti.

banco di Napoli
L’arrestato per il furto al Banco di Napoli

Non ci misero molto a scoprire che quei titoli di Stato erano parte del bottino del furto commesso a Terni. Alla banca i titoli li aveva presentati, per la riscossione, un agente di cambio milanese che fu subito interpellato e riferì che era stato incaricato della riscossione da un signore di mezza età, corpulento e con un passaporto intestato a Gianfranco Vicardi. Questi fu informato dall’agente di cambio che avrebbe potuto incassare i soldi l’indomani, presentandosi in banca. Cosa che questi fece. Si presentò con aria distinta, con una borsa di pelle nuovo nuova per riporre i soldi: 18 milioni in banconote da diecimila lire di allora, grandi quanto un lenzuolo, facevano un bel volume.

In banca, ovviamente, trovò gli agenti, ma non di cambio: di polizia. Che lo fermarono e accompagnarono in questura. Qui il sedicente Vicardi risultò essere l’intestatario di uno dei fascicoli più voluminosi tra quelli che vi erano conservati: Osvaldo Giordanino. Il passaporto era stato rubato ed era stata sostituita la foto del titolare. Giordanino fu perciò accusato di falso e furto ed arrestato. Al carcere di San Vittore gli fu successivamente notificato un ordine di cattura della Procura di Terni per il furto dei titoli. Giordanino fu ritenuto l’organizzatore del colpo alla banca di Terni.

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