Ulisse, il mezzadro che si uccise due volte

4 marzo 1965

Ulisse, un mezzadro che abitava nella zona di Mola di Bernardo, era fermamente deciso ad andare fino in fondo. Voleva farla finita, uccidersi col fucile da caccia. Un fucile calibro 20 ad un solo colpo. Per raggiungere lo scopo fu costretto a spararsi due volte.

Mola di Bernardo a Terni, era ancora una zona di campagna. Campi coltivati e alcuni poderi. Ulisse era a mezzadria in uno di quei poderi da quando era ragazzo, ma a 57 anni, dopo una vita intera trascorsa lì stavano per mandarlo via.

Fucile monocanna
Un fucile monocanna calibro 20 come quello usato da Ulisse

Disperato, non riusciva ad intravedere soluzioni per il proprio futuro. E decise: meglio farla finita. Quella mattina, poco prima dell’ora di pranzo si chiuse nella sua stanza. Aveva portato con sé il fucile da caccia, uno schioppo calibro 20 ad un solo colpo. Sedette si puntò il fucile in direzione del viso e, con una cordicella, azionò il grilletto. Ma al primo tentativo non ci riuscì: la rosa dei pallini lo colpì in piena faccia, devastandogliela. Ma era vivo e questo nnon gli andava bene. Decise di riprovarci, subito. Le munizioni era al piano di sotto, in un cassetto in cucina. Il dolore era insopportabile. Ma non si arrese. Col volto devastato uscì dalla camera, e dal piano superiore delì’abitazione scese in cucina, ricaricò il fucile e stavolta lo puntò proprio sul cuore. Poi con un pezzo di legno fatto a forcella fece nuovamente scattare il grilletto.

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