Sospettato di truffa, si mangia l’orologio

10 febbraio 1966

S’era visto perso e allora ha dato di matto. Un romano alla questura di Terni s’è fatto prendere da una violenta crisi di nervi; s’è scagliato contro un porta a vetri e l’ha frantumata

con un cazzottone, procurandosi un profondo taglio al braccio. Poi, non contento, s’è mangiato il suo orologio da polso.
Il tutto in un attimo, prima che gli agenti potessero intervenire per ridurlo alla ragione.
Protagonista della vicenda un romano di 42 anni, Aldo Di Vanno. A Terni era solo di passaggio, aveva riferito, ma gli agenti di pubblica sicurezza lo avevano accompagnato in questura perché sospettavano fortemente di essere invece al cospetto di un truffatore che aveva compiuto diverse incursioni a Terni, dove aveva fatto piangere più di qualcuno.
Appena arrivato in questura, dopo le prime domande l’esplosione, la ferita, l’orologio ingoiato, il trasferimento in ospedale. Sempre meglio che in guardina, avrà pensato.

®Riproduzione riservata


Nella foto: la vecchia sede della Questura di Terni in piazza Tacito
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