Troppo grosso il tassista, e il giovanotto rinuncia alla rapina

26 dicembre 1952

I pochi soldi che gli erano rimasti in tasca li investì comprando un coltello con cui, nei suoi disegni, avrebbe compiuto una rapina. D’altra parte la camera dell’albergo nel centro di Terni era costata più di quel che pensasse e quindi… Mica poteva fare la figura del morto di fame con la ragazza con la quale aveva alloggiato in quell’albergo la notte di Natale, facendo il gradasso e mostrando una disponibilità economica che non aveva.

Un coltello per una rapina. Chi prendersi di petto? Semplice, pensò. Chiamò un tassì (allora nel 1952 non si scriveva ancora Taxi) e mise a punto il piano. “Mi siedo al fianco al tassista. Gli mollo una sassata in testa poi lo accoltello e gli rubo i soldi”. Sì era preparato anche la pietra e l’aveva messa in tasca.

Ma quando uno è sfortunato… Non gli capita un tassista grande e grosso e, per di più, dai modi piuttosto spicciativi?

Cosicché man mano che Narni, dove aveva chiesto di essere condotto, si avvicinava il giovanotto diventava più incerto e timoroso della reazione del tassista il quale, per parte sua, aveva mangiato la foglia e lo teneva d’occhio. Alla fine cedette. Fece fermare e confessò; non ho un soldo. Il tassista non si scompose, fece inversione e tornò a Terni per fermarsi davanti alla stazione dei carabinieri. Qui tutto l’arcano venne fuori. Isidoro Gregnolin, così si chiamava il giovanotto di vent’anni, studente di ragioneria, per Natale aveva programmato un viaggetto con la morosa, una giovinetta di Roma, dove s’era trasferito (per studiare) da Rovigo. Non poteva chiedere i soldi alla famiglia (che pure era agiata e molto conosciuta a Rovigo), e così si fece prestare ventimila lire da un conoscente e svuotò il portafogli di suo fratello, anch’egli a Roma dove studiava legge. Ma i soldi, appunto erano finiti presto.

Finì in guardina “per gli accertamenti del caso”. La sua compagna, invece, s’era già volatilizzata ed aveva lasciato la camera d’albergo. “Paga il mio fidanzato”, aveva detto uscendo. Tutta un’altra pasta.

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