Acciaierie, ammazza il capo officina che vuole licenziarlo

18 ottobre 1884
La notizia secondo cui a Terni c’era stato un omicidio all’interno delle Ferriere era di quelle atte a creare una certo scalpore. Si, perché riferita in quei termini favoriva il nascere di una serie di congetture e di valutazioni attorno ad un precedente omicidio, commesso giusto un mese prima, il 18 settembre, di cui era stato vittima il direttore della fabbrica, l’ingegner Andrea Della Volta, un bergamasco chiamato a Terni per svolgere quel compito. Era stato un omicidio strano quello dell’ingegnere, trovato cadavere nel fiume Nera, ma assassinato con nove coltellate. E nove furono gli arrestati, tra cui gente che non sembrava appartenere al “giro” degli operai delle Ferriere. Un mese dopo un operaio assassinava il suo capo officina. Altre coltellate e se si fosse trattato della stessa fabbrica, certo, un sospetto poteva anche essere legittimo. Ma non era la stessa fabbrica, perché poi la notizia si arricchi di nuovi particolari e così si seppe che il fatto di sangue era avvenuto alla Saffat, la società delle acciaierie in quel momento in costruzione.

Tutto avvenne perché il capo officina ne aveva proposto il licenziamento per insubordinazione. L’operaio si vendicò.

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Per una panoramica dei problemi sociali collegati all'industrializzazione 
ternana della fine del XIX secolo, vedi: 
Gianfranco Canali, "Operai, antifascisti e partigiani a Terni e in Umbria".
Ed. Crace, Perugia, maggio 2004.
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