Il cardinale spagnolo che amava Piediluco

Il Ferragosto 1913 di Rafael Merry Del Val, segretario di Stato con Pio X

A lui piaceva da matti il canottaggio ed aveva anche un barca ormeggiata a Piediluco. Così Rafael Merry del Val, segretario di Stato Vaticano durante il papato di Pio X, quell’estate del 1913 la passò per buona parte a Piediluco, rapito dalla bellezza e dalla tranquillità del lago. Il bacino ternano non era, ovviamente, sede di un centro della federazione Italiana Canottaggio, né luogo di ritiro e preparazione degli atleti della nazionale azzurra. Allora nemmeno ci si pensava al canottaggio a Piediluco, e se proprio vogliamo dirla tutta, nessuno pensava nemmeno di promuovere il bacino ed il paese che sorge sulle sue sponde come località turistica.
Non era quel che suol dirsi una vita grama quella del segretario di Stato. Rafael Merry Del Val, discendente di una nobile famiglia spagnola, aveva vissuto prima che a Roma in varie città importanti di mezzo mondo.
Quell’anno, il 1913, all’approssimarsi del Ferragosto anche alla curia vaticana si parlava di ferie. E così corrispondenze giornalistiche dall’Oltre Tevere informavano – tra l’altro – che Merry Del Val era in quei giorni a Fiumicino, ospite nel castello dei principi Odescalchi in looalità Palo, “per fare un po’ di bagni di mare”, ma poi per il resto dell’estate si sarebbe spostato nella villetta Blumensthil, a Monte Mario, da dove avrebbe fatto la spola con Piediluco, “sopra Terni, paesetto che sorge in riva a un piccolo pittoresco lago sul quale il segretario di Stato farà del canottaggio per cui, come noto, ha molta passione. Possiede anzi colà un piccolo elegantissimo canotto automobile regalatogli dal collega americano O’ Connel arcivescovo di Boston”.
La passione è passione, ed il canottaggio su un “canotto a motore” si pratica con molta meno fatica. Per la cronaca, le corrispondenze giornalistiche provennienti dal vaticano informavano anche sulle ferie di altri cardinali residenti a Roma: il cardinale lai era in partenza per Fara Sabina, alla pensione Villa Paradiso; il cardinale Vincenzo era a Palestrina, sua sede episcopale; il cardinale Agliardi ad Albano Laziale; il cardinale serafino a Genazzano, sua città natale.

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