Spoleto, monsignore “squadrista”: arrestato

Essere il canonico della cattedrale a Spoleto, non fu per lui un freno e nel periodo difficile della seconda guerra mondiale, quando l’Italia fu percorsa dallo scontro tra fascisti e antifascisti, lui era già schierato. E non all’acqua di rose, era sempre stato in prima linea. Il 27 luglio 1946 fu arrestato per scontare nel carcere della Rocca a Spoleto la pena cui la Corte d’Assise lo aveva condannato per collaborazionismo.
Non gli bastò la fuga precipitosa dalla città umbra, dove per lui l’aria era diventata ormai irrespirabile: lo andarono ad arrestare e Bergamo dove era stato rintracciato. Monsignor Raimondo Frongia si era apertamente schierato dalla parte del fascismo già prima del 1943, l’anno in cui, caduto Mussolini, fu costituita la repubblica di Salò. Nel periodo repubblichino – riferirono i giornali – “sembra sia sceso parecchie volte in piazza in occasione di azioni squadriste, prendendovi parte”. Proprio per questo cambiò aria trasferendosi a Bergamo, nel cuore della repubblica di Salò, dove – sui riferiva – aveva preso parte attiva collaborando con i capi nazifascisti, diventa una specie di “eminenza grigia della federazione e della Prefettura”. A Spoleto, che nel frattempo era stata liberata dai nazifascisti, non s’erano dimenticati di lui, anzi fu uno dei primi di cui la Corte d’Assise si occupò mettendolo sotto processo e condannandolo per collaborazionismo.

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