La “Terni” pensa a tutto, anche allo stadio

Il difensore Piero Favoriti in azione: è il 1966 e la Ternana gioca allo stadio Brin
Il difensore Piero Favoriti in azione: è il 1966 e la Ternana gioca allo stadio Brin

Il 19 luglio 1925

S’inaugurò lo stadio di viale Brin con un incontro tra il Terni Foot Ball Club e la Tiferno. Finì 1 a 1. La Ternana, come società calcistica, non esisteva ancora e nacque ufficialmente solo qualche mese dopo, anche grazie alla possibilità di avere a disposizione un moderno impianto sportivo. Fino ad allora gli incontri di calcio del Terni Foot Ball si disputavano al foro Boario.

Era il periodo in cui la società “Terni” giocava un ruolo primario e praticamente esclusivo in una città che stava diventando – nella pratica – un’appendice della fabbrica. E’ la “fabbrica totale”: le acciaierie provvedono alla costruzione di villaggi operai, alla fornitura di servizi tra i quali quelli sanitari, ed ovviamente interviene anche nella gestione del tempo libero dei propri dipendenti. In tale ambito un ruolo importante è svolto dalla pratica sportiva. Nasce per l’appunto l’Unione Sportiva Lavoratori che prenderà le proprie mosse inglobando società preesistenti, prima fra tutte la Società Ginnastica Garibaldi. Di lì a poco una politica come quella portata avanti dal presidente della “Terni” Bocciardo troverà una completa legittimazione nella istituzione del Dopolavoro aziendale, così come voluto dal regime fascista.

Lo stadio Brin,  oltre al campo di calcio comprendeva una pista in cemento per le corse ciclistiche (lo stadio verrà sempre chiamato generalmente “La Pista”) una tribuna coperta per duemila posti, mentre altri quattromila ne erano previsti nelle tribune scoperte.

Il “Brin” diventò famoso in città e molto frequentato nell’immediato dopoguerra per le corse di moto di piccola cilindrata (gli “schizzetti”) e soprattutto per essere teatro delle gesta della squadra rossoverde, la Ternana, che vi ha disputato ininterrottamente le gare di campionato fino a quando, agli inizi degli anni Settanta del Novecento non si realizzò il nuovo stadio che, successivamente, fu intitolato a Libero Liberati. Uno stadio che segnò, in una qualche maniera, un ritorno alle origini perché costruito nei pressi dell’ex campo boario.

Nel 1968, finita ormai in disuso la pista di cemento, al di sopra delle curve furono costruite due tribune in tubi Innocenti e tavoloni, strutture di fortuna resesi necessarie per la maggiore affluenza di pubblico dopo la promozione della Ternana in serie B.

Negli anni seguenti lo stadio Brin è stato utilizzato per ospitare partite di campionati minori ed è poi stato quasi del tutto demolito dalla proprietà che è rimasta sempre della società “Terni”. Ora è un parcheggio e l’esempio di come può essere cancellato un pezzo di storia cittadina.

®Riproduzione riservata
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