Fantino, l’amerino amico di Caravaggio

Il 7 giugno 1539
Nacque ad Amelia Fantino Petrignani. E’ da considerare, insieme al fratello Bartolomeo, il componente che dette maggiore fama e lustro all’antica e nobile famiglia. Fantino studiò a Perugia (ma secondo altre fonti a Macerata) dove si laureò in giurisprudenza nel 1561. Quattro anni dopo cominciò a frequentare la curia papale, prima sotto il pontificato di Pio IV Medici, quindi con papa Gregorio XIII Boncompagni il quale nel 1577 lo nominò arcivescovo di Cosenza. Qui si distinse al punto di essere considerato una figura di spicco tra i vescovi calabresi della fine del XVI secolo, considerando che la sua attività si esplicò nella promozione di un sinodo (1579), la fondazione di vari conventi e della chiesa delle Cappuccinelle. Nel 1580 diventò nunzio apostolico nel regno di Napoli, incarico che lasciò nel 1581 per tornare ad occuparsi solo della diocesi di Cosenza. Che lasciò volontariamente nel 1585, “contentandosi” del titolo di arcivescovo e di una pensione di duemila ducati l’anno.
A Roma, che aveva lasciato non troppo volentieri tornò qualche tempo dopo fissando la propria residenza nel palazzo oggi più conosciuto come Palazzo Santa Croce-Aldobrandini, che era di sua proprietà. Si dedico alla sua passione per l’arte e alla propria opera di mecenatismo. Fu proprio fantino a dare ospitalità al Caravaggio, appena giunto a Roma in cerca di fortuna.
Numerosi gli incarichi di prestigio che ebbe come prelato. Oltre che Vescovo di Cosenza e nunzio apostolico a Napoli, egli fu anche nunzio in Spagna, presidente della Camera apostolica Commissario generale della milizie pontificie. In tale veste stava preparandosi a condurre la guerra contro i turchi in Ungheria, a sostegno dell’imperatore asburgico Rodolfo, quando improvvisamente morì, il 9 marzo 1600. Fu sepolto con grandi onori nella chiesa di Santa Maria del Popolo, a Roma.

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