Galliani e Paganelli vincono sul circuito di San Gemini

mooto d'epoca Galliani
1954, Mario Galliani (Mondial) vince la terza edizione del circuito di San Gemini
Domenica 3 luglio 2016 
a San Gemini 
rievocazione 
storica delle gare 
del Circuito 
Motociclistico cittadino
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Fu il pilota romano Mario Galliani, con la Mondial, ad aggiudicarsi la terza edizione del circuito motociclistico di San Gemini che si disputò alla fine di agosto del 1954. La prova era riservata Continua a leggere Galliani e Paganelli vincono sul circuito di San Gemini

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Terni, l’eccidio del giugno 1920

Il 28 giugno 1920

È una delle date particolarmente ricordate a Terni. E’ la data dell’eccidio di piazza Vittorio Emanuele, “la” piazza di Terni, oggi piazza della Repubblica. Cinque morti, almeno una ventina di feriti tra i cittadini ternani. A sparare furono le forze dell’ordine, i carabinieri che quel giorno intervennero a cercare di evitare disordini. E meno male, visto che furono poi loro a sparare ad altezza d’uomo. Loro, ma non solo.

La scintilla che provocò i disordini fu individuata nell’atteggiamento tracotante di un borghese. Mentre la piazza era agitata in vista dello sciopero generale, egli si affacciò sorbendo un caffè alla finestra del circolo dell’Unione, luogo di riunione della “crema” della città. Mentre in piazza si teneva un comizio promosso dalle organizzazione sindacali, tutte le saracinesche erano abbassate. Al circolo dell’Unione non si sentì l’esigenza di avere un minimo di rispetto e tutte le finestre dei locali che occupavano un appartamento nel palazzo d’angolo tra la piazza e Corso Tacito, erano aperte e illuminate.

Il comizio, infatti, convocato per la mattina alle 10 di quel 28 giugno, andò avanti finio alle 22 e 30, perché si restava in attesa (oggi si aggiungerebbe in “stato di agitazione sindacale”) delle decisioni che dovevano essere prese a Roma riguardo uno sciopero generale in programma per il giorno dopo, il 29.

Ad un tratto si sentì uno sparo. Secondo i rapporti ufficiali qualcuno che era in mezzo alla folla dei dimostranti, fece fuoco verso le finestre del cicolo dell’Uniione, circostanza che fu negata ed anzi rovesciata dagli organizzatori della manifestazione. Anzi, la prima versione circolata e riferita dai quotidiani del giorno dopo, parlava di “Disordini provocati da teppisti” cui s’erano aggregate alcune decine di giovinastri che avevano aggredito i frequentatori del circolo – “commercianti”, si specificava – malmenandoli.

Circostanze del genere non trovarono eco nei giorni successivi.

Fattostà che un colpo d’arma da fuoco ci fu e che al primo colpo ne seguirono altri. L’onorevole Farini, alla Camera dei deputati, parlò di proiettili che secondo i segni lasciati sui  muri, provenivano dall’alto, ossia dalla sede del circolo e dal vicino palazzo municipale. Anche queste circostanze, comunque, non trovarono mai ufficialità.

Sicuramente, invece, spararono i carabinieri. Cinquanta se n’erano fatto intervenire. Tre persone, tra i dimostranti, morirono subito dopo essere stati trasportati in ospedale: Luigi Foscarelli. Un ragazzo di 14 anni, Angelo Eleodori, muratore, 25 anni; Lelio Palla, carbonaio di 32 anni. Due giorni dopo, il 30, morì Isidoro Taddei, operaio di 35 anni. Più lunga l’agonia di Francesco Olmi, operaio di 38 anni, che decedette il giorno dopo Ferragosto. Diciotto i ricoverati in ospedale, ma molti altri, che avevano riportato ferite meno gravi evitarono il ricorso i medici ospedalieri per paura di finire arrestati.

Il fatto di Terni seguiva altre gravi episodi con numerosi morti avvenuti nelle Marche in quegli stessi giorni: ad Ancona, dove un reparto di bersaglieri si ammutinò per protesta contro le operazioni militari che l’Italia stava conducendo in Albania, e a Jesi. Ma scioperi si susseguivano in tutta Italia: erano gli anni “caldi” del dopoguerra, quelli che sono passati alla storia, come il “Biennio rosso”. Si scioperava contro la crisi economica dovuta alla riconversione economica dovuta alla fine della prima guerra mondiale (a Terni la produzione di acciaio era calata di due terzi); si chiedeva una riduzione dell’orario di lavoro: da dieci a otto ore; i contadini chiedevano terre da lavorare. Le classi più povere chiedevano la possibilità di una vita dignitosa.

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Terni: Cecilia spara all’amato che l’ha lasciata

b28c73_60cdeec33040420282f48ba114e70fa3Terni, 28 giugno 1914
Fu la passione a causare la tragedia: Cecilia, una donna di 33 anni, sparò all’amato che la respingeva poi puntò la pistola contro di sé e tirò il grilletto squarciandosi l’addome. Continua a leggere Terni: Cecilia spara all’amato che l’ha lasciata

Motogiro, al lombardo Viganò l’edizione d’argento

E’ stata dura, per uomini e mezzi, specie se si considera che la classifica principale è riservata a moto costruite sessant’anni fa: sono stati infatti quasi duemila i chilometri percorsi in una settimana per la venticinquesima edizione della rievocazione storica del Motogiro d’Italia, conclusasi sabato 25 giugno a Terni, città da cui le moto d’epoca erano partite una settimana prima. La manifestazione è organizzata dal Moto Club Terni “Liberati – Pileri”, in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana.
/>La vittoria assoluta, quella della classe più ambita riservata alle moto fino 175 cc. costruite fra gli anni 1953 e 1958, è andata al lombardo di Ceriano Laghetto, Giacomo Viganò, autore di  una vera impresa, visto che le ultime tre tappe, quasi tutte su percorso montano, le ha percorse in sella alla sua Morini Gt del 1955 con il cambio rotto, ha infatti utilizzato solo la terza e la quarta marcia. L’ex crossista, alla sua prima vittoria nella gran fondo di moto d’epoca, dopo ben tredici partecipazioni, ha rischiato di perdere la gara proprio nell’ultima frazione, quando ad Arezzo nello splendido contesto di Piazza Grande, la prova speciale partiva in salita. Con solo due marce utilizzabili Viganò ha dovuto far ricorso a tanta frizione, rischiando di bruciarla. Per sua fortuna anche se con diverse penalità è riuscito a portate a termine la competizione mantenendo il comando della classifica per soli sette decimi; un’inezia se si considera la lunghezza della gara e l’elevato numero di prove speciali effettuate.

Viganò ha preceduto in classifica generale il romano Massimo D’Alessio, in testa al giro di boa a Bled e l’altro lombardo Paolo Mattioli che proprio nella frazione conclusiva ha avuto la meglio sull’esperto olandese Eric Willemse.

Dominio tedesco nella categoria Classic con Michael Cassel che l’ha spuntata su Stephan Hermann e Tom Bolhher, mentre è stato tutto facile per il bolognese Silvano Fabbri (uno che le rievocazioni del Motogiro le ha fatte tutte e venticinque) il quale, nella classe Vintage ha letteralmente stracciato Anthony Tessier. Il francese partecipava con la Lambretta con cui vinse nel 1967 il Motogiro di regolarità, Terzo il turco Ahmet Orhun.

Vittoria umbra nella categoria Turismo, dove si è imposto a mani basse il medico folignate Marco Tomassini, già vincitore assoluto di diverse edizioni della Rievocazione Storica del Motogiro. Tomassini ha preceduto con grande margine, Marino Lino e il ternano Luciano liberati, nipote del grande pilota di cui il sodalizio ternano porta il nome.

L’ultima tappa è stata anche un omaggio all’ex presidente del Moto Club Terni Paolo Rossi, scomparso un anno fa. A Ferentillo, dopo la prova speciale conclusiva, una folta delegazione guidata dal presidente del Motoclub Terni Massimo Mansueti, ha raggiunto il piccolo cimitero per depositare sulla tomba una maglia commemorativa con la firma dei partecipanti.

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