Magni vince in volata a Terni

26 aprile 1956

Una tappa divisa in tre frazioni, al Gran Premio Ciclomotoristico d’Italia la cui seconda giornata di gara si è svolta sulle strade dell’Umbria e quindi in Abruzzo dopo aver traversato un tratto la provincia di Rieti. Al mattino prova in linea da Perugia a Terni, al pomeriggio da Terni a l’Aquila e quindi la prova a cronometro dietro motori sulla pista del velodromo del capoluogo abruzzese. Giornata di pioggia e freddo, tanto che la prova a cronometro è stata sospesa a metà e poi annullata
L’albro d’oro registra una vittoria di Fiorenzo Magni, a Terni, ed un’altra di Guido Messina, con il belga Stan Ockers che mantiene il primato in classifica generale conquistato nella prima tappa conclusasi a Perugia.
La partenza, a Perugia, si svolge sotto una pioggia violenta. Si comincia con qualche scaramuccia e qualche tentativo di fuga tra i quali quelli di Ranucci e Coletto. Il gruppo è compatto, però, ai piedi della salita di Todi,  traguardo valevole per il gran premio della della montagna. Gli scalatori si danno battaglia su una salita corta, circa un chilometro, ma che raggiunge in alcuni punti pendenze che incutono rispetto. Sotto lo striscione del Gpm è primo Gaul, seguito a dieci secondi da Monti; Ockers terzo, a 20″. Poi Ranucci. I quattro provano la fuga. A dar manforte arrivano Moser, Fantini, Graf e Fabbri, ma Magni si mette in testa al gruppo e la fuga finisce. A Terni sprint generale con Magni il quale, con l’aiuto di Baroni, la spunta senza fatica e guadagna  30″ di abbuono; secondo posto per Derycke. Al traguardo ci sono tutti, a parte Zucconelli, che arriva con venti minuti di ritardo, e Strehler, lo svizzero, che si è ritirato. Pranzo a Terni e all’una si ricomincia: da Terni si va a L’Aquila. I corridori la prendono con calma fino a Rieti dove Martini e Crippa, insieme con Gauthier, scappano, ma li riprendono ai piedi della salita  di Sella di Corno. Nencini, Clerici, Rosacei e Martini allungano e riescono a conquistare un vantaggio di quasi due minuti. Gaul però non ci sta e parte all’inseguimento trascinando Ockers, Monti, Moser, Ranucci e Cainero. Ma in discesa il gruppo torna compatto e a L’Aquila è di nuovo volata generale: vince Messina resistendo, negli ultimi metri, al ritorno di Ockers e Albani.

Nella foto: Fiorenzo Magni e Guido Messina

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