Iutificio: donne in sciopero per un mese

Più di un mese durò lo sciopero allo Iutificio Centurini di Terni: dal 18 giugno al 22 luglio del 1901. Una vertenza durissima, con il personale che rivendicava diritti essenziali, e quando si dice personale, nel caso dello jutificio ternano, si dice donna. Perché le maestranzeiutificio centurini terni erano composte nella quasi totalità da donne, molte delle quali giovanissime. Guadagnavano pochissimo, tra 80 centesimi ed una lira e trenta per un giorno di lavoro al minimo di dodici ore, in un ambiente malsano che spesso provocava gravi malattie (principalmente la tubercolosi) che spesso sfociavano nel licenziamento definitivo. Perché capitava sovente che quando si ripresentavano al lavoro ed esibivano il certificato medico di guarigione, le dipendenti della Centurini si vedevano rifiutate e rispedite a casa.
Si aprì così una vertenza che si annunciava durissima in partenza. La richiesta era proprio quella di un ambinete di lavoro migliore, della disponibilità di dormitori per coloro che abitavano fuori Terni, magari lontano, oltre ad un adeguamento del salario.
La direzione, Centurini in persona, promise un aumento salarale per coloro che avessero abbandonato lo sciopero di protesta e avessero ripreso il lavoro. In caso contrario – minacciò – la fabbrica sarebbe stata chiusa ed il personale licenziato in tronco, Tutto il personale. Ma nessuno si piegò. Lo sciopero continuò, compatto, mentre arrivavano i primi aiuti ai lavoratori attraverso la raccolta di fondi che le Camere del Lavoro di tutta Italia avevano promosso, con una dimostrazione attiva di solidareitò.
Alla fine i lavoratori l’ebbero vinta, dopo un mese e quattro giorni di astensione dal lavoro, dopo la rinuncia ad un mese di paga, L’accordo raggiunto, con la mediazione dei rappresentanti dei lavoratori, stabiìì l’abolizione degli straordinari, un aumento salariale, una riduzione dell’orario ed una serie di garanzie per l’osservanza del regolamento in materia di ambiente. Nell’occasione per i lavoratori ci fu un’altra importante conquista: la costituzione di una delegazione permanente che avrebbe i loro interessi nei confronti della direzione. Fu il primo esempio di commissione sindacale interna in Italia. E furono loro ad ottenerla, le donne della Centurini.

©Riproduzione riservata

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