Cancellato lo scempio di Beroide

beroide, spoleto, chiusa deturpata

Beoride
Beroide, ripulita la parete esterna della chiesa di SantAntonio

Innamorato pazzo. Al punto che non s’è potuto reggere e a Sara, oggetto del desideri, ha dovuto farlo sapere con grande clamore: ha comprato una bomboletta spray e l’ha vergato a caratteri azzurri grandi così, sul primo muro che ha trovato. Senza fare caso che quel primo muro era l’intera fiancata sinistra di una chiesa del XV secolo, la chiesa di Sant’Antonio, ad un tiro di schioppo da Beroide. Una chiesetta semplice, ad unica navata e con una piccola abside, che sta proprio all’incrocio tra la strada di Protte (che è poi un diverticolo della Flaminia Romana), la strada dell’Osteriaccia e quella per Borgo Trevi. Su quella parete la scritta deturpante c’è rimasta a lungo. Ora, però, è stata finalmente cancellata, riconsegnando la dignità che ad essa compete ad una chiesetta che ha una sua importanza, se non altro perché contiene una serie di affreschi del 1400 con scene della vita di Sant’Antonio arricchite da didascalie scritte in volgare e non in latino come si usava nella maggior parte dei casi, e che rappresentano,come sostenuto da due esperti (Silvestro Nessi e Sandro Ceccaroni, “Da Spoleto a Montefalco”, Spoleto 1974) «una delle testimonianze più importanti dell’arte minore spoletina, tra le più affascinanti e meno conosciute».
Alla chiesa di Sant’Antonio la gente di Beroide è affezionata, tanto che una quarantina di anni fa mise mano al portafogli e fece restaurare il tetto.
Cancellato, il messaggio d’amore per Sara- Ma non del tutto. In una nicchia che forse una volta conteneva un’immagine dipinta, ora è rimasto il cuore trafitto con le iniziali dell’innamorato ignoto e dell’amata.
Insieme alla scritta grande è sparito anche il cartello che qualcuno vi aveva poggiato vicino, contenete un esplicito messaggio ad entrambi gli innamorati. Un messaggio che per lui non poteva essere certo gratificante: «A cornutuuu!! Sposalo che è un affare».

©Riproduzione riservata

Vedi anche: “Ditelo con i muri”

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