ThyssenKrupp annuncia: il magnetico chiude

Il 2 dicembre 2004
la ThyssenKrupp annunciò che il reparto dell’acciaio magnetico di Terni sarebbe stato chiuso e che nel corso del 2005 una delle produzioni che costituivano un vanto

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Terni, lo sciopero generale in difesa del Magnetico dell’Ast                                                                          (Foto di Angelo Papa)

del polo siderurgico ternano sarebbe stata trasferita nello stabilimento di Eisenberg in Germania. Un’operazione che si sarebbe conclusa nel mese di settembre del 2005, quando il reparto Tkes (ThyssenKrupp Elecrical Steel) avrebbe “ammainato” l’insegna.
L’annuncio ufficiale fu fatto nel corso di una lunga riunione che era stata convocata a Palazzo Spada, sede del Comune di Terni, tra le istituzioni locali e il management di Tk-Ast. Da quella stanza i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione dell’Umbria uscirono sconvolti. Avevano pensato che non si sarebbe arrivati a tanto. Anche perché sulle questioni inerenti il polo siderurgico ternano era in corso un braccio di ferro estenuante iniziato mesi prima, nel febbraio del 2004. Quel giorno alcuni “papaveri” della multinazionale tedesca erano scesi a Terni proprio per comunicare i contenuti di un piano di ristrutturazione del gruppo Tk deciso in Germania nell’ambito del quale era appunto prevista la chiusura del reparto dell’acciaio magnetico di Terni che, si diceva, in due anni aveva perso circa settanta milioni di euro.
Fu veemente, quel giorno, la reazione dei lavoratori che, in qualche centinaio, erano presenti nello spiazzo antistante al luogo della riunione convocata all’Hotel Garden: s’accese un tafferuglio subito sopito dai responsabili sindacali, ma non abbastanza velocemente da impedire il lancio dei pasticcini che avrebbero dovuto concludere un incontro più che normale secondo i tedeschi. Si cominciò con le torte in faccia, si proseguì con l’invasione del raccordo Terni-Orte. A quella manifestazione spontanea seguì la protesta organizzata. Terni si fermò per uno storico sciopero generale. Intervennero il Governo e il papa Giovanni Paolo II annunciò all’Angelus la propria vicinanza agli operai ternani.
Il provvedimento fu cancellato dall’agenda della ThyssenKrupp, mentre continuava la discussione intorno ai problemi legati alla necessità di rilancio del polo ternano. Tra accordi, documenti ufficiali, cambi di amministratore delegato dell’Ast si arrivò a quel 2 dicembre. Quella notte Terni seppe che la battaglia in difesa del magnetico doveva ricominciare.
A rischio, da subito, c’erano 400 posti di lavoro, ma in prospettiva si temeva fortemente per il futuro dell’economia ternana e umbra.

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