Proietti e il Natale con Alberto

Un “Natale con Alberto” per Giulio Cesare Proietti, ispiratore, curatore e co–autore del libro, è l’occasione per fare un tuffo nella politica che seppure sia quella della seconda parte del XX secolo, quindi dei tempi recenti, appare lontanissima, quasi preistorica. L’Alberto del titolo è Alberto Provantini, amministratore, parlamentare e “animale politico” con cui Giulio Cesare Proietti ha intrattenuto rapporti personali e politici molto stretti. Tra i due molti i punti di contatto: la militanza nel Pci, la passione per il giornalismo praticato da entrambi all’Unità (Proietti anche a Paese Sera), per un periodo anche l’impegno nell’amministrazione con Giulio sindaco di Narni e Alberto assessore regionale e parlamentare. A dividerli qualche anno nei tempi di iscrizone all’anagrafe, con Provantini che vi fu registrato quasi un decennio prima di Giulio.
Il titolo del libro è esplicativo: richiama lo scambio di auguri e di vedute che avveniva in occasione del periodo natalizio. Un’abitudine, dopo anni; l’occasione in cui uno scambio di battute fatte di poche, significative e “succose” parole, diventava la sintesi di ciò ch’era avvenuto in un anno. Proietti, scomparso l’amico e compagno, cerca di mantenere quell’abitudine, di continuare – col riferimento a Provantini – a trovare qualche conferma, alcuni suggerimenti, o almeno una parola che gli faccia apparire meno profondi la delusione e il pessimismo cui induce una politica che non fa più politica, un mondo in cui le passioni, le idee e gli ideali mostrano di aver estremo bisogno di essere rinvigoriti. Ma serve un’iniezione di fiducia che aiuti a pescare nel profondo del ragionamento la forza per provare a farlo.
Proietti va a cercare testimonianze, ricordi, spiegazioni e fatti avvenuti per rassicurare, soprattutto sé stesso ma anche il lettore, che sì, la politica è stata anche diversa e migliore rispetto a oggi; ha avuto pure pregi e non solo difetti; è ancora necessaria. Alberto Provantini, la sua storia, le sue intuizioni, i suoi atti pubblici, è il fil rouge attorno cui si dipanano, nel libro, gli interventi di Leopoldo Di Girolamo, Franco Giustinelli, Germano Marri, Walter Verini, Giuseppe Vacca (intervistato da Giorgio Brighi) ed ovviamente dello stesso Giulio Cesare Proietti. Tutti, raccontando Provantini, raccontano anche cinquant’anni di storia italiana, umbra e ternana. Quella stroia di cui Provantini è stato un protagonista ed un interprete sui generis: guascone e sentimentale; plateale e riservato; coraggioso e concreto; programmatore ed improvvisatore. Ma soprattutto appassionato.

©Riproduzione riservata

Giulio Cesare Proietti (a cura di): "Natale con Alberto.
Umbria Jazz e Cuore verde d'Italia".
Kroma Editrice Perugia 2015.
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