Ampognano, una folla in attesa della Madonna

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Ampognano, frazione sui monti di Ferentillo

Non è facilissimo, al giorno d’oggi, oggi ritrovare la strada per Ampognano. Con tutta probabilità era più agevole raggiungere quella frazioncina di Ferentillo con i mezzi di più di un secolo fa, a piedi o con il somaro. Eppure il 13 luglio 1900, molto lontano da quelle dieci case, su un campo scosceso, erano in tanti: aspettavano che comparisse la Madonna. D’altra parte era stata proprio la Vergine a fissare l’appuntamento, o almeno così aveva riferito una bambina di una decina d’anni, Maddalena Grasselli di Ampognano, cui era comparsa un po’ di tempo prima.
Ampognano è, appunto, parte del Comune di Ferentillo. Sulla montagna, lungo una di quelle che furono vie di comunicazione di una certa importanza al tempo del ducato Longobardo. Questa collegava la Valle del Nera a San Mamiliano e da qui scendeva verso Strettura o, costa costa, arrivava fino alla Somma.
Maddalena stava raccogliendo fieno:“Ho visto venire verso di me un cane – aveva raccontato – man mano che s’avvicinava si trasformava fino a che non diventò una bella signora vestita di banco. M’ha chiesto un mazzo di rose e io il giorno dopo l’ho portato; lei è ricomparsa, m’ha detto grazie per le rose e che tornerà tra un mese esatto il 13 di luglio”.
A gridare al miracolo ci volle appena un attimo. Di bocca in bocca la notizia si sparse in tutta la Valnerina e cominciarono i pellegrinaggi per chiedere una grazia. E subito girarono i racconti. Si disse di un uomo di Ferentillo, Giuseppe Scaccetti: era zoppo, ma ad Ampognano ci andò, seppure con tanta pazienza. Al ritorno camminava come quand’era ragazzino. E di un possidente, Talete Massarini, che abitava a Le Mura, un gruppo di case proprio vicino ad Ampognano: beh, lui guarì dalla sordità all’orecchia sinistra; una cieca di Montebibico, riacquistò la vista; Domenico Capotosti, possidente anch’egli, di Ancaiano aveva un’emorragia inarrestabile dopo che s’era cavato un dente: fu sufficiente un impacco con un fazzoletto bagnato nell’acqua della fonte di Ampognano e l’emorragia s’arrestò.
Ancora mancavano giorni all’appuntamento con la Madonna, ma il pellegrinaggio era continuo. Arrivavano anche da abbastanza lontano, da Ferentillo s’avviavano verso il monte, raggiungevano il campo appena oltre il gruppetto di case e si prostravano a pregare a chiedere la grazia. C’era chi intanto voleva toccare la veste della piccola Maddalena ed arrivava a chiederlo persino a lei un qualche intervento miracoloso.
La situazione cominciò a  destare qualche preoccupazione nelle autorità: Maddalena fu visitata da un medico, Egidio Lucchi: “E’ sanissima – sentenziò –  sia di mente che di corpo”. Così la descriveva il cronista dell’epoca che la incontrò ai primi di luglio, “mentre andava a portare fiori alla Madonna”: “E’ snella, colorita, ha capelli castagni, sguardo vivace, insinuante. Ognuno curioso di parlare con lei, la interrogava; ma ella rispondeva a monosillabi, continuando a camminare seria e tutta a sé raccolta, come fosse compresa da un‘alta missione”.
Sarcastico, il cronista. Che però non potette fare a meno di registrare che quel campo era tutto coperto di mazzi di fiori, di immagini della Vergine, di crocifissi… Mentre l’andirivieni era incessante a qualunque ora del giorno e della notte.
Finché arrivo il 13 luglio. Già al mattino c’era una folla vicino al pergolato, luogo dell’incontro indicato da Maddalena. Senza troppi complimenti ognuno cercava di avvicinarsi per strappare una foglia, un ramo, un qualcosa che considerava ormai alla stregua di una reliquia. C’era pure chi mostrava un dignitoso distacco, come Gesualdo Carloni, ferrivecchi di Terni, che se ne stette tutto il giorno a leggere un libro.
Era verso sera, scendeva il buio quando uno di Marmore, Enrico il Campanaro, schizzò in piedi: “L’ho vista! Vi dico di sì, e m’ha fatto pure la grazia, io fino a un momento fa non parlavo, ero muto”. Allora pure altri dissero di averla vista, e anche una bambina di quattro anni parlò per la prima volta. Altri, malati più seriamente, non ricevettero miracoli.
Tutto finì  all’improvviso. Furono spenti i lumini, e tutti ripresero la strada di casa, lasciando il campo coperto di fori e di santini. Qualcuno volle che li si costruisse una nicchia con l’immagine della Madonna. Oggi non c’è più, a meno che non sia diventata quella chiesetta tutta coperta da alberi, di cui si vede solo un minuscolo campanile: “Che chiesa è quella? Il prete l’ha venduta a una francese che ci ha fatto una casa per l’estate. Non si può entrare. E’ tutto recintato, tutto sbarrato”, dice uno di Ampognano.

©Riproduzione Riservata

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