Colfiorito, sette morti sul lavoro

Il 30 novembre 1924

Colfiorito, sette morti sul lavoroA Colfiorito, nel circondario di Foligno, si verificò un gravissimo incidente sul lavoro che costò la vita a sette giovani operai, dipendenti di una ditta emiliana specializzata nella realizzazione di linee elettriche. Il più “anziano” tra di loro aveva 32 anni, ma quasi tutti erano “padri di famiglia”. Continua a leggere Colfiorito, sette morti sul lavoro

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Gian Franco Ciaurro, sindaco popolare

Il 30 novembre 2000

a Terni si diffuse in un battibaleno già di prima mattina la notizia della scomparsa di Gian Franco Ciaurro risalente alla tarda serata del giorno prima, il 29 novembre. Un malore improvviso Continua a leggere Gian Franco Ciaurro, sindaco popolare

Angeloni e la Terni del ‘600

Il 29 novembre 1652

francesco angelonimorì Francesco Angeloni autore della “Historia di Terni”, un atto di omaggio ed insieme di orgoglio nei confronti della città in cui era nato nel 1587. Continua a leggere Angeloni e la Terni del ‘600

La battaglia di Campomicciolo

Terni giacobina

 

Il 27 novembre 1798
a Campomicciolo, alle porte di Terni, si scontrarono le truppe guidate dal generale Louis Lemoine, inviate dalla Francia per sostenere la Repubblica Romana, e quelle del contingente inviato dal Regno di Napoli con lo scopo di restaurare l’autorità papale, comandate dal colonnello Sanfilippo. La colonna napoletana, composta da oltre 4.000 soldati e dotata di cannoni, proveniva da Rieti che aveva facilmente occupata, con l’obiettivo di strappare Terni al controllo francese, contando sulla scarsità di equipaggiamento e sull’irrisoria forza numerica della guarnigione locale. Questa era in effetti formata da 1.500 uomini, ma potette contare sull’aiuto della brigata del generale Simon Dufresse.
I rinfori francesi arrivarono a Terni poche ore prima che i napoletani muovessero da Papigno, che li aveva accolti con grande favore quali difensori dell’autorità pontificia.
Il comandante francese, senza aspettare l’attacco a Terni tentò una sortita ed affrontò i soldati nemici mentre erano in marcia.
Un’ora e mezza durò il combattimento, fino a quando cioè la colonna napoletana fu costretta a ritirarsi lasciando in mano ai francesi carri di vettovaglie e munizioni e tutta l’artiglieria. Quattrocento furono i napoletani presi prigionieri e tra di essi lo stesso colonnello Sanfilippo.
Al rientro a Terni i soldati francesi furono accolti con entusiasmo dai ternani, soprattutto in segno di gratitudine per aver affrontato la battaglia fuori delle mura cittadine.
Quello nella battaglia di Campomicciolo fu uno dei maggiori successi militari per la Repubblica Romana che però ebbe vita breve. Per ciò che riguarda Terni va detto che la sua esperienza giacobina fini qualche mese dopo, il 14 agosto 1799, quando in città arrivarono le truppe austro-russe del generale Gerlanitz.

Attentato al duce: massoni ternani sotto accusa

Il 26 novembre 1925

Fu approvata la legge contro le associazioni segrete, e in primo luogo contro i massoni e la massoneria, avversati con estrema decisione dal fascismo. Una legge che arrivava a puntino, per la particolare situazione che s’era determinata a Perugia e soprattutto a Terni, dov’era in atto un’azione stringente tesa alla chiusura delle logge. Continua a leggere Attentato al duce: massoni ternani sotto accusa

Proietti e il Natale con Alberto

Un “Natale con Alberto” per Giulio Cesare Proietti, ispiratore, curatore e co–autore del libro, è l’occasione per fare un tuffo nella politica che seppure sia quella della seconda parte del XX secolo, quindi dei tempi recenti, appare lontanissima, quasi preistorica. Continua a leggere Proietti e il Natale con Alberto

Domestica accusata di furto: per la vergogna si dà fuoco

“Non sono stata io”

Desdemona alla fine della guerra aveva 20 anni. Abitava in campagna, nei dintorni di Terni: un piccolo appezzamento di terreno che il padre e la madre mandavano avanti. Ne ricavavano giusto quello che serviva in casa. Nel 1946 la povertà era diffusa e Desdemona, una bella ragazza mora, prese il coraggio a quattro mani: preparò un borsa con quella poca roba Continua a leggere Domestica accusata di furto: per la vergogna si dà fuoco

1867, Terni elegge il proprio deputato

Il 24 novembre 1867

i cittadini di Terni furono chiamati alle urne per eleggere il loro rappresentante in seno alla Camera dei deputati che aveva sede, in quel periodo, a Firenze. Si trattava del ballottaggio Continua a leggere 1867, Terni elegge il proprio deputato

Luigi Casale, lo scienziato che creò la Siri

Il 22 novembre 1882
luiogi casale 3Nacque a Langasco Novellina, vicino Genova, Luigi Casale, chimico, che divenne noto – negli anni Venti del secolo scorso – per aver inventato un procedimento per la produzione industriale di ammoniaca tramite l’azoto atmosferico. Continua a leggere Luigi Casale, lo scienziato che creò la Siri

Il paese ai Piedi del monte Luco

Da studioso rigoroso e appassionato Walter Mazzilli, autore di numerosi testi di storia locale, ha scavato negli Ai Piedi di monte Lucoarchivi e nelle biblioteche, ha raccolto testimonianze, racconti, leggende; ha guardato da vicino “segni” del tempo come chiese, quadri, sculture, stemmi, rovine. Così facendo ha prodotto articoli e libri sul lago e la cascata delle Marmore, sulla bonifica, su chiese dimenticate, su usi e costumi… Finché ha deciso di fare una sintesi, di legare esperienze e conoscenze acquisite e sviluppate negli anni in uno strumento di non complicata agibilità che riuscisse a dar conto della storia di Piediluco, attraverso la valorizzazione di alcuni episodi esemplari.
“Ai Piedi di monte Luco” ripercorre nei tratti salienti la storia di quell’area inondata dal lago Velino. Un’area che trova il proprio limite nel burrone che separa la piana reatina dalla valle del Nera, abitata già nella protostoria. Utilizzando le informazioni fornite da ritrovamenti archeologici susseguitisi nei decenni– il più importante è quello del “Tesoretto di Piediluco”costituito da numerosi reperti di bronzo – gli studi di ricercatori ed esperti, storie e leggende tramandate per secoli, Mazzilli ricostruisce l’ambiente del lago Velino e alcune delle vicissitudini degli abitanti delle sue sponde per poi passsare rapidamente alle dominazioni medievali esercitate in successione da diverse famiglie, ricordando personaggi come Blasco Fernandez da Belvis, stretto parente dell’Albornoz. Basta la parola Albornoz e l’immaginazione va ad una rocca, un castello. E’ quello che dalla cima del Monte del Luco campeggia sul paese. Rovine, pietre tra le quali Walter Mazzilli si è aggirato più volte, toccandole una ad una, fotografandole perché ne rimanessero almeno le immagini, anche se poi – in prima persona – si è battuto perché ci fosse un intervento di conservazione che in effetti c’è stato.
Dal Medioevo al Rinascimento, il dominio dei papi, e i progetti, i lavori, i canali scavati per bonificare quella vasta pianura che il Velino impaludava. Progetti e lavori avviati in epoca Romana e proseguiti fino al XVII secolo, che hanno determinato un notevole cambiamento geo-morfologico producendo la Cascata delle Marmore e il lago di Piediluco oggi, con Ventina, testimonianza “fossile” dell’antico specchio d’acqua.
Non manca, nel libro, l’omaggio più prezioso e, per Mazzilli, più personale costituito dalla “microtoponomastica lacustre”: il nome di ogni braccio, spiaggetta, anfratto o approdo rimanda ad un personaggio, ad un fatto, ad una particolarità bio–morfologica. Tanti piccoli pezzi di una storia più grande e complessa, che si sommano alle manifestazioni della cultura popolare, patrimonio della gente del Luco ai piedi del Monte: le giostre, le feste, le usanze, le devozioni. E, a concludere il libro, i riferimenti ai tempi più vicini all’oggi: una sottolineatura risorgimentale col racconto della vita di un caduto di Mentana; la striscia buia del fascismo e un excursus sui dati demografici, una specie di “quanti eravamo”, che comincia dal 1600 per concludersi con la fine dello scorso millennio, quando ormai da tempo si assisteva, scrive Mazzilli, “ad un costante decremento del numero dei residenti”. Ma “Molte famiglie che si sono trasferite a Terni o in altre città – aggiunge – hanno conservato la residenza nel paese d’origine, per tornare nella casa avita durante la stagione estiva”.
Perché piedilucani non si diventa, ma lo si resta per sempre se piedilucani si nasce. E Walter Mazzilli lo nacque.

 Walter Mazzilli, “Ai Piedi di monte Luco”.
Ed. a cura di COIM Terni,aprile 2015, pagg.95, s.p..

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