Terni siderurgia

Terni paralizzata: c’è lo sciopero generale

Terni siderurgia

Il 4 settembre  1953
Terni si ferma per lo sciopero generale di 24 ore proclamato in difesa delle acciaierie, contro le settecento lettere di licenziamento giunte ad altrettanti suoi dipendenti e contro le altre duemila che, si teme, stiano per essere spedite. E’ il terzo sciopero generale cittadino proclamato per le stesse ragioni. Il primo s’è tenuto il 12 dicembre 1952 poco dopo i primi settecento licenziamenti; il secondo il 5 febbraio 1953.
La città è paralizzata, negozi chiusi in centro ed in periferia; fabbriche vuote dove l’astensione dal lavoro supera costantemente il 90 per cento ed arriva al 99% nello stabilimento siderurgico.

Sindaco di Terni
Il sindaco Michiorri

La manifestazione ufficiale si è tenuta al teatro Verdi, affollatissimo, alla presenza di tutti i parlamentari eletti nel collegio. Hanno preso la parola il sindaco di Terni, Luigi Michiorri, il segretario della commissione interna delle acciaierie, il presidente dell’associazione commercianti, un disoccupato, i rappresentanti della Cgil, della Uil e della Cisnal e, a chiusura, l’onorevole Lionello Matteucci del Partito Socialista.
La città è stata presidiata da centinaia di “celerini” e due lavoratori delle acciaierie sono finiti in carcere perché sorpresi a scrivere con vernice bianca sull’asfalto frasi contro il governo.

Vedi anche:
1953, ottobre nero per gli operai delle acciaierie

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