Palla e Bartali

Elvezio Palla, il “mago” del Giro d’Italia

Quando il Giro d’Italia, negli anni Cinquanta e Sessanta, transitava per le strade dell’Umbria e del Reatino, qualche minuto prima dei corridori arrivava lui, Elvezio Palla.

Era la sua passerella: alla guida di una motocicletta, a capo scoperto – allora non s’usava il casco – nella tuta di tela azzurra con la scritta Rai in bella evidenza sul petto e sulle spalle, rispondeva al saluto degli sportivi assiepati lungo la strada. Terni era la sua città di adozione, ma nel Reatino non si dimenticavano che era nato dalle loro parti. Quell’anno, poi… Quando passò con Gino Bartali, anch’egli nella “squadra Rai”, seduto sul sellino posteriore, per Palla fu l’apoteosi.
Elvezio Palla, era nato a Leonessa il 7 gennaio del 1915. Una vita dedicata al ciclismo, la sua. Prima, ovviamente, come corridore di grandi speranze. Nel 1933 vinse il campionato italiano Allievi, ma non fu una vittoria a sorpresa: lui di gare se ne era già aggiudicate decine.
Nel 1939 compì il “grande passo” e divenne professionista con la Maino, che però non si schierò al Giro e qindi Palla entrò, nell’occasione, in una squadra mista. Da Leonessa, s’era trasferito bambino a Terni ed è in Umbria che è cresciuto ciclisticamente. Immancabile l’affiancamento di un negozio di biciclette alla sua attività di corridore.
Al via del Giro d’Italia si schierò due volte, la prima- appunto- nel 1939, finendo al 46. Posto; la seconda nel 1940, ma si ritirò. La guerra provocò la sospensione di ogni attività spotiva, a parte qualche piccola corsa qua e là per il centro Italia. Riprese nel 1945 come Indipendente, ed ottenne un quarto posto al campionato italiano di categoria, ma ormai aveva raggiunto la trentina. Era fatta. Si ritirò dedicandosi al negozio a Terni, ma non lasciò il mondo dello sport, cui avviò alcuni giovani promettenti facendo loro da balia. Le più grandi soddisfazioni come talent scout le ebbe da Renato Perona, il pistard ternano che conquistò la medaglia d’oro nel tandem alle Olimpiadi di Londra del 1948.Poi, entrato nel giro Rai, per anni al Giro d’Italia non è mai mancato: la moto, la tuta azzurra, tutto il percorso fatto precedendo il gruppo e rinverdendo la propria popolarità. E’ scomparso nel 2007.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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