Gli slavi della Brigata Gramsci

Forca di Cerro lapide slavi
La lapide che ricorda i partigiani Slavi a Forca di Cerro

Una lapide a Forca di Cerro ricorda il sacrificio dei partigiani slavi nella guerra di Liberazione italiana. Era il 15 giugno del 1973 quando essa fu apposta sulla parete della torre piezometrica dell’acquedotto di Spoleto, che si torva proprio al valico. “I fratelli jugoslavi caduti fra questi monti boscosi e le verdi vallate nella lotta contro il barbaro oppressore nazifascista”, c’è scritto. Poi dodici nomi, Milan Kovacevic, Petar Curovic, Dusan Labovic,Viktor Bolafio,Krsto Lekovic, Dusan Matic, Isidor, Milan Ljubic, Ivan Kos, Jure Lavric, Kerstner, Albin Vovk, per ricordare anche“tutti gli altri rimasti sconosciuti”.
Gli slavi combattenti in Valnerina furono numerosi. Erano fuggiti dai campi di concentramento di Colfiorito e dal carcere di Spoleto, sul finire del 1943. Andarono a rafforzare la Brigata Garibaldi (i primi) e la Brigata Gramsci (i secondi). La Gramsci operava nel Ternano e nella Valnerina. Al battaglione slavo, soprattutto composto di montenegrini, fu dato il nome di “Tito” ed a comandarlo fu Svetozar Lekovic, uno studente di Berane, città del Montenegro, più noto come il “comandante Toso”.

toso
Il comandante Toso

Finita la guerra Toso, tornato in Jugolaslavia, divenne ingegnere e lavorò all’Istituto Tecnico di Belgrado, mentre il vicecommissario politico, Bogdan Pesic, noto col nome di battaglia di “Boro”, fu giornalista al quotidiano di Belgrado, Politika. Dapprima affiliati alla banda Melis, gli slavi passarono alla Brigata Gramsci comandata dal comunista ternano AlfredoFilipponi. Erano esperti di guerriglia e compirono numerose azioni contro i tedeschi, per i quali furono una vera e propria spina nel fianco. Nei primi mesi del 1944 la Brigata Gramsci controllava il territorio di dodici comuni della Valnerina che, abbandonato dalle forze nazifasciste, fu il primo territorio libero dell’Italia centrale, la prima Repubblica partigiana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per saperne di più.

Marcello Marcellini, "La banda del capitano Melis". Mursia Ed.
Pompeo De Angelis, "La bella fanciulla",Dalia Ed.
S. Lakovic "Toso", "Memorie di un comandante partigiano montenegrino", Isuc-Editoriale Umbra
Giuseppe Gubitosi, "Il diario di Alfredo Filipponi comandante partigiano",Isuc-Editoriale Umbra

In UmbriaSud vedi anche: Abeto...⇒

					
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