Qui Garibaldi si fermò a pranzo

Via XI Febbraio. Nel cerchio la targa in ricordo del pranzo di Garibaldi
Via XI Febbraio. Nel cerchio la targa in ricordo del pranzo di Garibaldi

Quante sono, in tutta Italia, le lapidi che segnalano i luoghi di sosta di Giuseppe Garibaldi? Innumerevoli. «In questa casa pernottò» o «Qui si fermò l’eroe dei Due Mondi» recitano con maggiore frequenza. Da adesso, volendo, c’è una nuova tipologia: «Qui pranzò Giuseppe Garibaldi». Basta recarsi a Terni, in via XI Febbraio. più che una lapide è una targa metallica sulla quale, per la verità recita: «Nel luglio del 1849 uscito da Roma sulla via per Venezia Giuseppe Garibaldi sostava a Terni dove il 9 era ospite tra queste mura di Lorenzo Casagrande amico del generale».
Così, con un passaggio solo, il generale s’è accaparrato due lapidi. Perché ce n’è un’altra a ricordare la sosta a Terni di Giuseppe Garibaldi e del suo esercito di volontari in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana nel 1849. E’ quella che si trova all’ex convento di San Valentino, dove fu inaugurata l’11 giugno 1882, a celebrazione dell’Eroe dei Due Mondi pochi giorni dopo la sua morte. “Nel luglio del 1849 – sono le parole scolpite sulla pietra sopra l’ingresso dell’ex convento – Giuseppe Garibaldi movendo per Venezia ristorava qui gli avanzi gloriosi dei difensori di Roma”. E poi: “11 giugno 1882 – I cittadini e il municipio segnano reverenti l’orma del grande condottiero”.
La colonna di volontari marciava verso il nord Italia. All’imbrunire dell’8 luglio del 1849 “gli avanzi gloriosi dei difensori di Roma”, provenienti da Magliano Sabina, si accamparono sul colle di San Valentino, nei pressi della basilica e del convento. Qui restarono per tutto il giorno 9 e la mattina del 10 si rimisero in movimento: quattromila uomini, 800 cavalli, alcuni cannoni, i carri coi rifornimenti. C’erano anche Anita, che morì durante il viaggio a Comacchio, Ciceruacchio ed il prete Ugo Bassi, poi fucilati dagli austriaci.
Ciceruacchio era sicuramente col generale a pranzo in via XI Febbraio, nella casa di Lorenzo Casalgrande il quale era ufficiale della guardia civica della Repubblica Romana dopo aver ricoperto lo stesso incarico a Terni. Modenese, Casalgrande s’era trasferito a Terni nel 1835: l’aria a Modena era diventata poco respirabile per uno che come lui aveva partecipato ai moti del 1831. Mise su una fabbrica di vetro e fu, come imprenditore, uno dei fondatori della Cassa di Risparmio. Nel periodo della Repubblica Romana era diventato amico di Ciceruacchio il quale – appunto – accompagnò il generale nella casa di via XI febbraio. Non c’era Anita. Rimase a San Valentino. Aveva bisogno di riposo, probabilmente era già malata. Garibaldi, mangiò, s’affaccio un attimo alla finestra per salutare tutta la gente che era in attesa in strada, poi tornò dai suoi uomini a San Valentino.

Qui Garibaldi si fermò a pranzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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