Cerreto: per protesta gira le spalle al papa

Ponte, frazione di Cerreto di Spoleto in Valnerina
Particolare della facciata della pieve di Santa Maria, a Ponte, frazione di Cerreto di Spoleto

Ammirando la facciata della chiesa di Santa Maria, a Ponte, frazione di Cerreto in Valnerina, un particolare colpisce: la statuetta di un uomo che, con le braccia alzate sopra la testa, sorregge il grande rosone. L’uomo è di spalle. Mostra le spalle a chi guarda la facciata. Quasi a mandare un segnale, a esprimere una qualche protesta, a sbeffeggiare qualcuno che doveva essere potente. Capitava non raramente che il committente di un’opera – o magari l’architetto che la costruiva – vi inserisse la propria immagine. Sono molte, così, le raffigurazioni di personaggi che sostengono con le proprie braccia quella stessa opera riprodotta in miniatura, o tengono in mano un oggetto, simbolo di un’idea, un’appartenenza, una battaglia politica. Un atto di protagonismo, forse, ma proprio per questo mostrano sempre il volto. Nel caso di Ponte, no. E non può non venire in mente che c’è un caso simile,seppur datato circa quattro secoli dopo la costruzione della chiesa di Santa Maria.
A Roma, vicino al Pantheon, c’è il “Pulcino della Minerva”, un monumento di Bernini: un elefantino sorregge un obelisco. Fu rivenuto durante lavori di ammodernamento nell’attiguo convento di frati domenicani ed il papa volle che esso arricchisse la piazzetta antistante la chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Il progetto complessivo, opera del Bernini, non piaceva però ai domenicani i quali pretesero ed ottennero dal papa che all’architetto fosse ordinato di apportare alcuni cambiamenti. Con grande ed evidente disappunto del Bernini il quale si vendicò. Piazzò il monumento al centro della piazza, ma lo orientò in maniera che le “terga” dell’elefantino fossero la prima cosa che vedevano i domenicani non appena aprivano le finestre del loro convento (oggi è un albergo e lo scenario è riservato agli ospiti).
In effetti, nel caso di Ponte, qualcosa accadde nel periodo di edificazione della chiesa, la cui facciata fu realizzata in due tempi: la parte inferiore è del XII secolo, quella superiore del XIV. Nel corso del XIII secolo il papa Martino IV si “macchiò” della decisione di declassare la pieve di Ponte che fino ad allora estendeva la propria influenza su un vasto territorio che comprendeva anche Norcia e Cascia. Martino, per opportunità politica, cedette la Pieve ai signori di Camerino. Significò l’addio ai retaggi di un passato importante, che traeva origine dal tempo in cui fu gastaldato Longobardo. . Chi ci dice che quel mostrare le terga, non sia una protesta contro la decisione del papa?
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Cerreto: per protesta gira le spalle al papa

 

La pieve di Santa Maria a Ponte, frazione di Cerreto di Spoleto
La pieve di Santa Maria a Ponte, frazione di Cerreto di Spoleto
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