“Mille lire al mese”, un successo made in Monteleone

Lo spartito di Mille Lire al mese. Nel riquadro: Carlo Innocenti con Claudio Villa
Lo spartito di Mille Lire al mese. Nel riquadro: Carlo Innocenzi con Claudio Villa

«Se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovare tutta la felicità». La canzone divenne famosissima verso la fine degli anni Trenta del ‘900. Mille lire al mese, un sogno. Negli anni successivi alla guerra, però, con mille lire al mese si poteva fare ben poco. Chissà, forse per questo divenne popolare un’altra canzone: «Addio sogni di gloria, addio castelli in aria»., recitava il ritornello. Due grandi successi. Entrambi scritti da un umbro, Carlo Innocenzi di Monteleone di Spoleto. «La famiglia sua abitava proprio qui dietro, in via del Carmine, vicino a casa mia», dice Angelo Vannicelli, seduto sotto la torre dell’Orologio, il centro del centro di Monteleone di Spoleto,un paese piccolo, ma ricco di storia e di bellezze artistiche e naturali, in cima ad un colle a sbalzo sulla vallata del fiume Corno.
Carlo Innocenzi con la sua musica diventò famoso e ricco. Tante le sue canzoni, incise ed intepretate dai cantanti più in voga: Claudio Villa, prima di tutto, ma anche Luciano Tajoli, Giorgio Consolini, Gino Latilla, Luciano Virgili. Dischi per la Cetra e la Parlophon.In più scrisse le musiche per quasi duecento film, da gente come Totò e Peppino De Filippo, Tina Pica, Delia Scala e Maurizio Arena, Steve Reeves e Chelo Alonso, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi… e via dicendo.
Fu compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra.
La musica, a Monteleone, ce l’hanno nel dna. Tanto per dirne una: a Monteleone la banda musicale ce l’hanno dalla seconda metà dell’Ottocento. E lì dentro, ci sono passati quasi tutti i monteleonesi. «Qui de la musica siamo stati sempre appassionati: pensi che anche mi’ nonno e gli amici suoi annavano sempre a suonare, se riunivano pe’ sona’. Certo poi mi’ zio… Beh, lui è stato un genio; un vero e proprio genio». Teresa Giovannetti è la nipote di Carlo Innocenzi: «Lui e mia madre erano fiji di du’ sorelle». «A Monteleone? Lui ci ha vissuto fino a quando c’aveva 16 o 17 anni. Poi la famija s’è trasferita a Roma. E lui è andato via. Io no lo so che studi ha fatti, so ssolo che a ‘n certo punto lavorava co’ le ferrovie: faceva il disegnatore. Ma studiava pure musica, però. Perché quella era la passione sua».
Il successo per Innocenzi arrivò proprio con “Mille lire al mese”. Era il 1938 e lui, nato a Monteleone di Spoleto il 29 maggio 1899, era già un uomo maturo, con una lunga gavetta alle spalle. Col successo arrivò la possibilità di campare la vita senza dover più andare a lavorare al Ministero dei Trasporti, dove si interessava appunto di strade ferrate.
S’era sposato con una ragazza russa, Sonia Pearlswig, più conosciuta all’epoca con lo pseudonimo di Marcella Rivi: erano suoi molti dei testi delle canzoni di cui il marito aveva scritto la musica. «Una donna deliziosa sotto tutti i punti di vista», testimonia la signora Teresa. Un sodalizio artistico, oltre che di vita.
E di Monteleone, Innocenzi, si era dimenticato? «Nooo – dice la signora Teresa – ji’ha pure dedicato una canzone che ebbe successo: Un saluto al mio paese, se chiama. Poi aveva comprato una casa, proprio qui poco lontano dal negozio mio, sulla strada principale di Monteleone. Veniva spesso. Oh, intendiamoci: un genio, ma pure un tipo ‘n po’ strano eh. Pensi, quando veniva se faceva lascia’ dall’autista giù l’incrocio de Ruscio. E veniva su a piedi». Una bella camminata, circa tre chilometri di
strada in salita. «Adesso ci sentiamo spesso con le figlie, Dorotea e Ester che abitano a Roma a via Frattina. La casa di Monteleone la lasciò in eredità al fratello Ezio…e ormai è stata venduta. E poi ha voluto esse’ sepolto qui, a Monteleone».
Quando morì, Carlo Innocenzi, aveva 63 anni. Era il 24 marzo del 1962. Monteleone di Spoleto ha dato il suo nome alla banda musicale, una delle cose di cui i monteleonesi vanno più fieri, e alla piazzetta antistante Porta Spoletina, l’ingresso principale al centro storico. Una carriera piena di soddisfazione: a parte le due canzoni più famose e popolari Innocenzi ha scritto brani che hanno partecipato ai festival di Sanremo e di Napoli, e che sono stati ripresi in tanti film di successo e trasmissioni televisive andate in onda dopo la sua scomparsa. In totale egli ha lasciato 740 composizioni musicali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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